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Amedeo Mancini è tornato a casa,
De Minicis: “Siamo contenti”

FERMO - Il 39enne fermano accusato dell'omicidio di Emmanuel Chidi Namdi, ha lasciato il carcere di Marino del Tronto questa mattina. E alle 13,45 ha varcato di corsa la soglia della sua residenza in città
mercoledì 12 ottobre 2016 - Ore 14:20
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Non una parola, solo un gesto con la mano per dire che, almeno per il momento, preferisce il silenzio. Amedeo Mancini, il fermano accusato dell’omicidio di Emmanuel Chidi Namdi, è arrivato finalmente ai “domiciliari”. Dopo aver ricevuto il braccialetto elettronico che controllerà i suoi spostamenti, un braccialetto che ha tardato ad arrivare per indisponibilità, oggi, alle 13,45, ha potuto fare rientro nella sua abitazione fermana. Mancini, polo blu, maniche tirate su, colletto alzato, pantaloni grigi e scarpe da tennis, è arrivato nella sua residenza con l’auto, una Punto nera. E una volta sceso dal veicolo, con la stampa ad attendere qualche sua dichiarazione a caldo, si è catapultato verso le scale ed è sfrecciato dentro casa. Due rampe percorse a grandi falcate. Ai taccuini in strada ad attenderlo solo quel gesto per comunicare la sua volontà di non rilasciare dichiarazioni. Ad aspettarlo, i suoi familiari che oggi lo possono riabbracciare dopo tre mesi di reclusione nel carcere di Marino del Tronto. Il giudice che, una volta resosi disponibile un braccialetto elettronico per il 39enne fermano, ha firmato la scarcerazione, non ha posto particolari limiti. Insomma Mancini potrà avere contatti con chiunque. Unico limite, ovviamente, il suo spazio d’azione circoscritto alla sua abitazione. Intanto proseguono le indagini sul caso, da considerarsi ormai alle battute finali a meno di ulteriori approfondimenti richiesti dalla Procura. “Siamo contenti” il lapidario commento dell’avvocato difensore di Mancini, Francesco De Minicis.


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