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La Capitaneria: “Non si parli di accanimento, pescavano sottocosta”
ma i marinai non ci stanno (il video)

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Le testimonianze dei pescatori alla fine dell'incontro con la Guardia costiera

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di Giorgio Fedeli

(foto Federico De Marco)

“Massimo rispetto per i pescatori che, a mio avviso, fanno uno dei lavori più faticosi al mondo. E poi non dimentichiamoci che grazie a loro arrivano prodotti di primissima qualità. Noi esistiamo anche perché esistono un porto e una marineria. Ma non posso accettare simili metodi di protesta”. In comandante del Circomare, Fabrizio Strusi, dice la sua sulla rivolta dei pescatori andata in scena questa mattina davanti alla sede della Guardia costiera sangiorgese. La scintilla? La sanzione e il sequestro delle attrezzature da pesca al pescatore civitanovese Angelo Malaccari (leggi l’articolo) che ha anche accusato un malore che lo ha costretto al ricovero in ospedale. “Loro fanno il loro sacrosanto lavoro ma anche noi facciamo il nostro. La protesta ci sta ma – aggiunge il comandante del Circomare che questa mattina, con un suo equipaggio ha sanzionato Malaccari – nei modi e nei luoghi opportuni. Deve esserci, prima di tutto, il rispetto dei ruoli”.

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Il comandante del Circomare, Fabrizio Strusi

Poi la ricostruzione dell’accaduto, secondo il Circomare: “Il controllo di questa mattina rientra in una normale attività di routine” e quasi a rispedire al mittente le accuse di accanimento “E’ il primo caso simile dall’inizio dell’anno. Non siamo certo alla ricerca esasperata di sanzioni. Lo abbiamo dimostrato più volte. Questa mattina si è trattato di un episodio di pesca sotto costa. Io alle 4,30 ero al porto. Non mi hanno voluto parlare. Ho incontrato la marineria qualche ora più tardi ascoltando le loro istanze”. I pescatori accusano anche il Circomare di essersi rifiutato di salire a bordo dell’imbarcazione di Malaccari, come chiesto dallo stesso armatore, per verificare la geolocalizzazione del peschereccio: “Noi abbiamo la nostra strumentazione” spiega Strusi. La situazione, comunque, resta incandescente anche se ne pomeriggio, dopo un lungo incontro con le istituzioni, e la mediazione del prefetto, i marinai hanno deciso di tornare in mare e, di fatto, di stoppare la protesta.

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Una delegazione di pescatori, intorno alle 10, si è recata in prefettura. E alle 12 è tornata in viale della Vittoria: “Abbiamo avuto un tavolo di incontro. Malaccari – dichiara Francesco Calderoni, presidente nazionale delle marinerie d’Italia – si trovava a 6 miglia e non stava pescando. Ha anche chiesto alla Capitaneria di porto di salire a bordo per verificare quello che sosteneva. Non stava pescando. Forse le reti e l’attrezzatura verranno dissequestrate. Avremo degli incontri con la Guardia costiera. Siamo stanchi di essere trattati come dei delinquenti quando invece vogliamo solo fare il nostro lavoro. E di lavoro ne diamo anche“.

Il presidente nazionale delle marinerie d'Italia, Francesco Calderoni, all'uscita dalla sede del Circomare

Il presidente nazionale delle marinerie d’Italia, Francesco Calderoni, all’uscita dalla sede del Circomare

Il controllo a Malaccari è avvenuto attorno all’una, nello specchio d’acqua che ricade nel comune di Civitanova. Secondo la motovedetta della capitaneria civitanovese, che fa base a Porto San Giorgio, stava pescando in un tratto riservato ad imbarcazioni più piccole. Così il verbale e il sequestro delle reti con rientro immediato al porto di Civitanova. Poco prima di arrivare al molo però Malaccari ha accusato il malore. “Il pescatore è stato soccorso – spiega Angelo De Tommasi, comandante della capitaneria di Civitanova – è arrivata l’ambulanza ed è stato portato in ospedale. Dagli ultimi contatti che abbiamo avuto con il figlio abbiamo saputo che si sta riprendendo”. Alla notizia del malore molti pescherecci hanno fanno rientro al porto di Civitanova, questa notte, per dare vita ad una protesta che però poi si è spostata a Porto San Giorgio. Attorno alle 2,30 si sono riuniti in assemblea, sempre a Civitanova, in un locale vicino al mercato ittico. Attorno alle 6 sono ripartiti per Porto San Giorgio, dove aveva fatto rientro anche la motovedetta che ha sanzionato Malaccari. Sulle procedure del controllo, contestato dai pescatori in difesa del loro collega, De Tommasi sottolinea: “Ci sono procedure precise e non ho dubbi sull’operato del personale”.

 

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