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Fermana, il Recchioni è tabù

Notevole differenza di rendimento tra partite interne ed esterne: i gialloblù faticano ad impostare il gioco in casa e manovrano meglio di rimessa fuori. Vanno inoltre risolti anche i problemi fisici che attanagliano la squadra a partita in corsa
martedì 18 Ottobre 2016 - Ore 00:53
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Bossa colpisce il palo, poco dopo Cremona raccoglie per il tap in dell’1-0

FERMO – La squadra riprende oggi il lavoro dopo la seconda sconfitta interna, cercando di capire gli errori commessi contro il Monticelli, che in parte sono analoghi a quelli relativi all’altra debacle casalinga contro la Vastese.

Prima questione: i gialloblù fuori casa (tre partite) hanno conquistato sette punti (2,33 punti i media), siglato 9 gol, subiti 3 e sono ancora imbattuti. Tra le proprie mura (quattro partite): sei punti (1,5 in media), due sconfitte, solo 4 gol fatti e 5 subiti.

Questi dati, e la visione delle partite, fanno pensare che l’undici di Flavio Destro si trovi più a suo agio quando può giocare di rimessa, sfruttando lo spazio e i velocisti sulle fasce, cioè Petrucci e Russo, a cui si è recentemente aggiunto anche Marolda, che conserva ancora smalto nonostante i suoi 36 anni.

Al “Recchioni” invece, quando i canarini devono impostare gioco con gli avversari più chiusi, arrivano i problemi. Una volta che il Monticelli è riuscito a bloccare le due principali fonti di pericolo (Petrucci, ben conosciuto da Stallone, e Russo), per la Fermana è stato buio totale, e a nulla è valsa l’inversione tra destra e sinistra dei due esterni nella ripresa quando Destro si è accorto che la sua squadra si stava spegnendo. Dalla mediana quasi mai uno spunto o un passaggio che metta in difficoltà gli avversari, la qualità di Omiccioli resta (inspiegabilmente) in panca e a volte servono lanci lunghi dalla difesa per avviare le azioni.

Nonostante tutto ecco il vantaggio ad inizio partita sugli sviluppi di un calcio piazzato, grazie al sempre efficace intervento dei centrali difensivi in area avversa (in questo caso Bossa) e poi al tap in di Cremona. Poi però sull’1-0 la squadra di casa non è stata capace di imporsi e chiudere la gara, ha lasciato in bilico il risultato nonostante gli avversari non fossero trascendentali per subire il ritorno ascolano e l’incredibile rimonta.

Qui emerge il secondo problema, la maturità e il carattere che evidenziano frequenti black-out durante le partite (vedi il momentaneo pareggio subito anche a Chieti e il rischio medesimo a Civitanova) e che non riesce ad imporre per 90′ il proprio ritmo.

Terzo ed ultimo problema, emerso in tutta chiarezza domenica scorsa: troppi giocatori colti da crampi a fine gara. Anche l’allenatore Destro ha ammesso che c’è una questione fisica, di preparazione, da capire e risolvere al più presto perché domenica la Fermana sarà a casa della capolista Agnonese e non può regalare altri punti.

Il campionato resta indecifrabile ed equilibrato, il Monticelli ha vinto a Fermo la sua prima partita, anche le altre due battistrada (Vastese e Agnonese) sono state fermate, l’inseguitrice Matelica è tornata a fare punti ma a Chieti, quindi serviranno conferme per il nuovo arrivato Mecomonaco. Eccezion fatta per i neroverdi abruzzesi, si può vincere e perdere contro chiunque. In classifica ci sono 9 squadre concentrate in soli 5 punti, ciò significa che in questo momento non ha senso guardare la graduatoria, Destro e i suoi devono solo lavorare e risolvere i tanti problemi accennati, mentre i tifosi devono aspettare per criticare e tirare conclusioni: campionato e squadra sono ancora un vero e proprio cantiere work in progress.

Lo ha fatto capire anche Gianluca Leoni, presidente dell’associazione di tifosi Solo Fermana che ha scritto: “Forse qualcuno crede che possiamo finire a punteggio pieno. Altri pensano che oltre a vincere dobbiamo dare anche spettacolo. A qualcun altro dopo il pareggio di Pedalino oggi sembrava di perdere 0-4. Secondo me non abbiamo una squadra per arrivare primi e il nostro atteggiamento allo stadio si sta imborghesendo troppo, non dobbiamo dimenticare quante umiliazioni abbiamo sopportato. Perciò dobbiamo ricompattarci e crescere come tifoseria. Abbiamo perso solo due partite e siamo ancora lì a giocarci un campionato: combattiamo insieme e domenica prossima tutti ad Agnone”. In questo momento parole condivisibili, perchè i conti si fanno alla fine.

Paolo Bartolomei

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Il rigore trasformato da Pedalino per il momentaneo 1-1


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