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Fermana al bivio
contro la Recanatese

Dopo le contestazioni della tifoseria, le dimissioni di Parlatoni e il primo rimescolamento della rosa, la squadra deve far capire di quale pasta è fatta. Contro i leopardiani in dubbio Urbinati
sabato 29 Ottobre 2016 - Ore 14:07
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FERMO – Se la partita di Agnone era un esame di maturità, non superato, il match di domani a Fermo (ore 14.30 per il ritorno dell’ora solare) contro la Recanatese e quello della domenica successiva a Matelica sono due prove di laurea per capire se il vero ruolo della Fermana è di squadra di vertice o di una squadra di anonima metà classifica, con al massimo ambizioni di play off.

Gli undici gialloblù che scenderanno in campo dovranno da una parte dimostrare che non risentono dei cambiamenti societari (dimissioni del presidente onorario Parlatoni per divergenze tecniche, presentate quasi due mesi fa ma accettate e rivelate nella settimana appena conclusa), ma dall’altra che allo stesso tempo hanno ascoltato e appreso tutte le indicazioni ripetute fino alla noia dall’allenatore Flavio Destro, che imputa le sconfitte alle numerose distrazioni, soprattutto sui calci piazzati.

Anche ad Agnone la squadra canarina – a detta di chi ha visto la partita – non ha giocato male nel complesso, dimostrando anche superiorità tecnica, ma i gol sono stati subiti in episodi isolati dal contesto.

La Recanatese è penultima a 6 punti, fuori casa ha conquistato solo un pareggio a Castelfidardo, poi sconfitte a Jesi, Vasto e San Marino. Forse c ‘è da attendersi una partita simile a quella vista a Fermo contro i fidardensi, cioè un avversario molto coperto e pronto sulle ripartenze. La Fermana soffre entrambe quindi Matteo Possanzini (a cui due anni fa aveva pensato la Fermana prima di affidare la panchina a Di Fabio) potrebbe avere la chiave per mettere in crisi i gialloblù. Il mister giallorosso non potrà far  giocare Lauria (centrocampista classe ’94) e Azzolini (portiere ’97 già assente per infortunio da tre partite) mentre è in dubbio Patrizi (difensore e capitano); torneranno a disposizione Senigagliesi e Garcia (centrocampisti rispettivamente del ’98 e ’91).

Flavio Destro ha il solo dubbio di Urbinati, acciaccato; Manè è indisponibile ma tutti gli altri dovrebbero essere arruolabili ad eccezione di Sene che, a causa di un problema di lungo corso (sembrerebbe ernia, sebbene ancora non sia uscita una diagnosi ufficiale), dovrà ancora stare fermo. E’ una grossa tegola sia perché il senegalese lo scorso anno era stato uno dei giovani più promettenti (era seguito da club di serie superiori e la Fermana era riuscita a blindare il suo cartellino), sia perché mister Destro adesso ha i terzini contati: dopo le partenze di Tristano, che non si è dimostrato all’altezza (sia tecnicamente che – a quanto sembra – anche sotto il profilo disciplinare) e di Erroi, restano solo Maghzaoui a destra e Ispas a sinistra, più i giovanissimi Ghiani, Falanga e altri under esordienti tutti da valutare, situazione poco consona ad una squadra ambiziosa, considerando che per l’apertura della finestra di mercato manca più di un mese con almeno cinque partite in mezzo.

Formazione impossibile da prevedere anche da parte degli stessi giocatori visto che il coach in settimana ha più volte mescolato le carte nelle varie partitelle, strategia per tenere almeno quindici giocatori della rosa con la concentrazione elevata perché convinti di potersi giocare le possibilità di meritare il posto in squadra.

Arbitro – Stefano Belfiore di Parma, secondo anno di D. Nessun precedente con entrambe, ma molti con diverse squadre della zona (Castelfidardo, Montegiorgio, Grottammare etc.).

Precedenti – Nel passato recentissimo a Fermo abbiamo due vittorie della Recanatese (0-2 l’anno scorso e 0-1 due anni fa) e un pari tre stagioni fa (1-1). Nella storia meno recente (dal 1988 al 1994) risultano due vittorie gialloblù (entrambe 1-0) e tre pareggi.
Nel passato remoto (tra il 1939 e il 1959) al Recchioni si registrano un pareggio e due vittorie canarine di cui una nel 1957/58 (Promozione) per 3-1 con tre gol di De Luca realizzati in un arco di soli dieci minuti.

Paolo Bartolomei


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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