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Gli animali percepiscono in anticipo il terremoto. Vero o falso?

Tanti gli studi sul tema, tra basi scientifiche e ipotesi. Ma finora nessuna certezza
mercoledì 2 novembre 2016 - Ore 09:43
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cane_terremotoLa sensibilità degli animali al sisma è documentata sin dal 373 a.C.:  gli storici hanno tramandato come abbiano abbandonato in massa la città greca di Helike alcuni giorni prima che un terremoto accompagnato da tsunami colpisse la città, distruggendola e sommergendola. Più recente il caso dei rospi, prima del disastro dell’Aquila. In quei giorni, una ricercatrice inglese stava svolgendo alcune ricerche sugli anfibi in Abruzzo, e poté notare il comportamento anomalo di questi animali proprio nelle ore precedenti alla catastrofe: improvvisamente tutti i rospi sparirono lasciando la studiosa stupefatta. In ogni caso sono molti i proprietari di animali domestici che affermano di avere visto i propri cuccioli comportarsi in modo insolito prima che la terra tremasse, come cani che abbaiano senza alcuna ragione apparente, o gatti che mostrano segni di nervosismo o irrequietezza.

Numerose le ricerche su questo fenomeno, specialmente in Giappone e Cina, luoghi dove questi fenomeni naturali hanno maggior frequenza. Tutti basati sull’osservazione del comportamento anomalo degli animali prima dell’avvento dei terremoti. Ovviamente nei cani questi comportamenti sono più appariscenti, in quanto siamo più abituati ad osservarli e a recepire i messaggi che ci mandano.

Il terribile tsunami in Giappone ha spinto il ricercatore Hiroyuki Yamauchi e il suo team a studiare le reazioni dei quadrupedi. Dai sondaggi effettuati online risultò che più di 1.200 proprietari di cani e 703 di gatti avrebbero confermato atteggiamenti anomali degli esemplari a pochi minuti dal sisma. Inoltre, sfruttando i dati disponibili sulla produzione di latte giornaliera, registrata quotidianamente dalle fattorie per non superare le soglie di legge, si è scoperto come molte mucche sparse per la nazione abbiano prodotto quantità nettamente minori di latte l’11 marzo del 2011. Un fatto apparentemente inspiegabile, ovviamente se svincolato dal successivo tsunami.

Uno studio più recente sulla previsione dei terremoti è stato effettuato dal Dipartimento di Geologia dell’Università della California, che ha basato la ricerca comparando i dati di sparizione di cani e gatti con quelli dell’avvento di terremoti rilevanti nel periodo compreso tra il 1983 e il 1985 nella zona di San Francisco ma la ricerca non rilevò nessun dato saliente in tal senso, suggerendo che non sia possibile creare un sistema di previsione basato su questi dati.

È un dato di fatto che gli animali in genere  siano capaci di percepire ed esempio le vibrazioni geologiche molto prima di quanto possa fare l’essere umano ma le teorie sono tante e spesso anche molo contrastanti. Oggi l’ipotesi più accreditata è che la principale causa che scatena negli animali un comportamento anomalo prima dei terremoti, sia il disturbo nei campi elettromagnetici, spesso sfruttati dagli animali per orientarsi. In particolare, cani e gatti riuscirebbero a percepire anche cambiamenti minimi della pressione atmosferica, così come microvibrazioni del terreno ed emanazioni di gas inodori per gli umani.

Ma le ricerche su questo affascinante aspetto del comportamento animale continuano e si spera che presto il mondo della scienza riuscirà a carpire questi meccanismi, facendo non solo un grande passo nello studio del comportamento ma anche nello studio della previsione dei terremoti che si rivela quanto mai importante per la salvaguardia di milioni di individui, che in ogni parte del mondo rischiano la vita a causa dei violenti terremoti che restano, almeno allo stato attuale delle cose, assolutamente imprevedibili.


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