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Sangio corsara di rigore,
prelevato lo scalpo della Futura

Derby condizionato dal forte vento e avaro di particolari emozioni. Con l'inerzia della sfida incanalata sul nulla di fatto, il penalty di Bibini decide la contesa
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CAPODARCO di FERMO – Con la Fermana rinviata a Matelica per le conseguenze del sisma, e il derby di Eccellenza tra Folgore Veregra – Montegiorgio andato in scena ieri (leggi l’articolo), i fari del calcio provinciale sono tutti puntati sulla stracittadina di Promozione. Clima tiepido da fuori stagione ma con le dinamiche della sfida condizionate dal forte vento. Ne esce una gara contratta, decisa da un episodio nel finale. Ai sangiorgesi quindi l’intera posta in palio grazie al penalty trasformato dal piede caldo di Bibini.

IL TABELLINO

FUTURA ’96 0 (4-3-1-2): Meraviglia; Murazzo A. (38′ st Spinozzi A.), Bordoni, Smerilli, Febi; Conte, Bartolini, Murazzo G., Bracciotti (29′ st Spinozzi M.); Pelliccietti (26′ st Achilli), Mannozzi. A disposizione: Grifi, Luccerini, Verducci, Marcaccio. All. Marcaccio

NUOVA SANGIORGESE 1 (4-4-2): Screpanti; Orsini, Tidei, Gobbi, Perticarini; Juvalè, Bibini, Trobbiani, Marcatili; Gabaldi (47′ st Mauro), Carlini (33′ st Giuliani). A disposizione: Coda, Savelli, Ricci, Angelini, Paniconi. All. Pennacchietti.

ARBITRO: Santucci di Jesi

RETI: 89′ Bibini (rig.)

NOTE: Ammoniti Febi, Murazzo G., Bracciotti, Spinozzi M. e Gobbi, angoli 2-7, recupero 1’+3′, spettatori 400 circa

LA CRONACA

E pensare che erano partiti meglio i fermani, eccezion fatta per un salvataggio dell’estremo Meraviglia su un tiro dalla lunga in avvio, prontamente rispedito al mittente dai colpi dalla distanza di Pelliccietti, spento di poco a lato, e Bartolini. Approfittando delle correnti d’aria a favore, logici i tentativi sulla tre/quarti della compagine di Capodarco. I dirimpettai provano allora la giocata con palla a terra, articolando il possesso su una manovra avvolgente. E’ il caso del gol annullato a Gabaldi per off side, frutto di un cambio campo con sfondamento sulla destra offensiva trasformato in assist sottomisura dall’esterno con pedegree Juvalè. Il tema tattico viene ripreso anche dalla compagine di mister Marcaccio, attiva sul fronte sinistro, tant’è che Screpanti deve smanacciare i rifornimenti che arrivano all’interno dell’area.

Nella ripresa, il vento offre naturalmente sostegno ai rivieraschi, quindi uno spiovente di Bibini acquisisce quella spinta che dirotta sullo specchio la traiettoria dove è attivo Meraviglia. La pressione della Sangiorgese è spezzata dalla punizione del sempre verde Bartolini (quaranta primavere), respinta corta da Screpanti che diventa un invito a Mannozzi, il quale cicca il tap in da pochi metri. Riparte la carica ospite, stavolta affidata ad un attivo Gabaldi, lesto, come da caratteristiche personali, a lanciarsi in quinta sulla metà campo avversa. Bordoni e Smerilli hanno del lavoro da compiere sul finalizzatore del tecnico Pennacchietti. L’impegno gregario del 7 rivierasco sembra essere premiato dallo sviluppo dell’azione corale che, con palla servita dalla fascia mancina, va a sostegno del rimorchio di Trobbiani il quale stoppa prima di calciare a botta sicura, dando quindi il tempo di leggerne gli intenti a Bartolini che strozza immolandosi sul tracciante. Poi, c’è ancora spazio per il faro della manovra fermana, dapprima su tiro franco, in seguito da shoot lungo, Screpanti nega il vantaggio in ambo le circostanze al tonico Bartolini. Sembra fatta quando scende la palla sul secondo palo, dove è ben appostato il neo entrato Achilli, che impatta la sfera di testa per mandarla sulla traversa prima di farla terminare oltre la linea di fondo. E’ quindi la volta di una massima tanto inflazionata nel calcio quanto efficace: il gol mangiato dalla Futura è la premessa per la realizzazione letale nerazzurra. Allo scadere del tempo regolamentare ecco perciò il taglio mancino in area di Marcatili, sul quale frana in ritardo un altro subentrato, Manuele Spinozzi, impiegato nel ruolo di terzino destro. Dagli undici metri Bibini trasforma la palla che vale gioco, partita e incontro.

Paolo Gaudenzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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