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Chiusura della Camera di Commercio:
Monza combatte, la politica fermana tace

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Camera di Commercio di Fermo

di Paolo Paoletti

Una battaglia vinta insieme, quella di Fermo, Monza e Barletta/Andria/Trani per l’ottenimento delle rispettive province. Una conquista relativamente recente per la quale tanti nomi del territorio, dal mondo politico, economico, della cultura si sono spesi in prima persona. Con l’istituzione delle tre nuove province sono nate le rispettive Camere di Commercio. Un presidio sul territorio quanto mai importante che, nel caso specifico di Fermo, si è distinta per la qualità del servizio offerto a fronte dei costi quanto mai ridotti. Un lavoro che ha fatto della Camera di Commercio di Fermo un modello regionale e nazionale per la promozione delle imprese e l’internazionalizzazione. Oltre a questo, la comodità di avere a disposizione, nel cuore del comune capoluogo, gli uffici e gli sportelli per ogni esigenza.

Tutto questo sta per scomparire. La volontà di creare un’unica camera di commercio regionale è ormai chiara. La cosa più grave è che, nel caso specifico di Fermo, tutto questo sta avvenendo nel silenzio delle istituzioni politiche del territorio. Provincia, consiglieri regionali, comuni del territorio, sindacati: nessuno sembra disposto a combattere per tentare almeno di mantenere un presidio fondamentale per l’economia del nostro distretto. Senza la ‘battaglia’ di tanti esponenti locali, la provincia di Fermo probabilmente oggi non ci sarebbe. Ora tocca ai loro successori, almeno dovrebbe. Senza la mobilitazione del territorio la Camera di Commercio di Fermo scomparirà a breve.

Dalla nostra provincia sorella,  quella di Monza e della Brianza, arriva in questi giorni una grande lezione. Al contrario di quella di Fermo, si sta cercando di salvare questo importante presidio con ‘le unghie e con i denti’.  Quest’ultima ha infatti  presentato un ricorso al Tar della Lombardia , sezione di Milano, contro le delibere di accorpamento tra le Camere di Commercio di Monza e Brianza, Milano e Lodi.

Pietro Luigi Ponti, presidente provincia Monza, Brianza

Pietro Luigi Ponti, presidente provincia Monza, Brianza

Il provvedimento si inserisce in un processo già in atto a seguito di un primo ricorso intentato dalle organizzazioni Sindacali territoriali CGIL CISl UIL a difesa delle ragioni della Brianza e per il quale la prima udienza è già fissata per oggi. La Provincia di Monza Brianza colloca, così, la propria azione legale ‘ad adiuvandum’ per ottenere un provvedimento di sospensiva rispetto alle deliberazioni camerali già approvate dalle Camere di Commercio di Monza, Milano e Lodi.
“La Provincia appoggia l’azione legale promossa dalle Organizzazioni Sindacali per difendere la piena autonomia della Brianza”, spiega il Presidente della Provincia Gigi Ponti.

La stessa Assemblea dei Sindaci della Brianza nei mesi scorsi aveva approvato all’unanimità una mozione, inascoltata,  per chiedere ai membri del Consiglio Camerale MB di bloccare il percorso di fusione con Milano, in attesa di conoscere gli esiti del percorso di riordino istituzionale avviato dalla riforma Delrio e dal Decreto Madia tuttora in corso, nonché del referendum costituzionale.

“Decisioni affrettate precluderebbero una riorganizzazione dei servizi ordinata ed efficace, nonché la coerenza territoriale tra la futura area vasta e l’operatività dei soggetti intermedi che esercitano importanti funzioni sociali ed economiche, in grado di determinare la competitività complessiva del sistema Brianza”, aveva detto il Presidente Ponti.

La scelta di riaccorpamento è un ritorno al passato, come per Monza così anche per Fermo. Camera di Commercio Fermana che venne istituita  con legge 11 giugno  del 2004, n. 147,  dotata di autonomia statutaria, organizzativa e finanziaria. Complessivamente sono registrate nel registro imprese di Fermo 25.642 di cui 23.059 sono attive.  E’ arrivato il momento di capire se c’è chi è disposto a lottare o se non ci resta semplicemente che rassegnarci all’evolversi dei fatti e delle scelte che arrivano ad Ancona.

 


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