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I risultati dell’autopsia su Emmanuel: pugno non letale, attendibile la morte per contraccolpo dell’encefalo da caduta

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autopsia

di Giorgio Fedeli e Paolo Paoletti

Era lo scorso 8 luglio quando il medico legale Alessia Romanelli,  effettuò l’autopsia sul corpo di Emmanuel Chidi Nnamdi. Un esame quanto mai accurato durato oltre quattro ore.  Oggi sono arrivati i risultati definitivi che riaccendono la discussione attorno alle cause della morte del nigeriano e al coinvolgimento del 39enne fermano Amedeo Mancini, al momento agli arresti domiciliari per omicidio preterintenzionale. 

Amedeo Mancini

Amedeo Mancini

Secondo le prime indiscrezioni, l’autopsia sul corpo di Emmanuel dimostrerebbe che il pugno sferrato da Amedeo Mancini sarebbe stato ‘lieve’, nello specifico “di energia contusiva moderata”. “il capo di Emmanuel – si legge in un ulteriore passaggio dei risultati autoptici – ha subìto due traumi. Un colpo ha attinto l’ovoide facciale, compatibile per quanto riguarda la produzione con un mezzo naturale, quale un pugno”. E poi il secondo trauma, quello che avrebbe causato la morte.  L’esame del medico legale rende infatti “maggiormente attendibile la dinamica secondo cui Emmanuel sia caduto a terra impattando il capo in regione occipitale e, per il meccanismo di contraccolpo dell’encefalo, si sia verificato il grave trauma encefalico che lo ha condotto alla morte”. Non finisce qui. Questo passaggio essenziale dimostrerebbe come Emmanuel non sia stato colpito sul retro del capo con il paletto della segnaletica. 

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Il luogo della morte di Emmanuel

Secondo l’autopsia dunque, la versione dei fatti in base alla quale il capo dell’uomo “sia stato attinto direttamente da un corpo contundente identificato nel segnale stradale appare scarsamente compatibile con la lesività riscontrata a livello encefalico. Questa, infatti, appare suggestiva di un urto del capo in movimento contro un ostacolo fisso durante il quale, per l’energia cinetica, l’encefalo è stato sottoposto a violenta accelerazione seguita da altrettanto brusca decelerazione tipica di contraccolpo”.

A ciò si aggiunge un’altra considerazione: “Se Emmanuel fosse stato attinto con elevata energia al capo da dietro (come invece affermato lo scorso 7 luglio da Chinyery,  moglie di Emmanuel), il corpo sarebbe inevitabilmente caduto in avanti e l’impatto col suolo avrebbe prodotto una specifica e grossolana lesività esterna a carico di superfici corporee che tipicamente vengono utilizzate come protezione durante una caduta in avanti, quali quelle di ginocchia, quella estensoria degli arti superiori e quella palmare delle mani. Queste sedi, all’ispezione esterna, apparivano invece indenni da tali lesioni”.

Questo il contenuto del fascicolo del medico legale che ora gli avvocati delle due parti dovranno studiare ed esaminare.


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