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Si chiude la Porta Santa, il messaggio e l’invito dell’Arcivescovo Conti

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Conti

Mons. Luigi Conti

L’Arcivescovo Luigi Conti in una lettera invita tutta la Chiesa fermana alla celebrazione eucaristica, in programma domenica 13 novembre, alle ore 16, nel piazzale del Girfalco.

Ecco la lettera di Mons Luigi Conti: 

Carissimi,
siamo ormai giunti al termine dell’Anno della Misericordia, che iniziammo lo scorso 13 dicembre in Cattedrale aprendo la Porta Santa. Per tutto un anno essa ci ha ricordato che Gesù è la porta e solo passando attraverso di Lui, possiamo sperimentare la tenerezza e il perdono del Signore, la salvezza e l’amore di un Padre buono che sempre ci attende e non si dà pace finché ciascuno non abbia incontrato il suo sguardo accogliente, il suo abbraccio che dona pace.
Ora siamo in procinto di chiudere la Porta della Misericordia, ben consapevoli che l’averla tenuta aperta per un anno è un simbolo: essa è segno che il Suo amore donato, non verrà mai meno e questa Porta si riaprirà per noi in ogni momento in cui ci sentiremo più soli, delusi, peccatori, bisognosi di incontrarLo.
Domenica 13 Novembre alle ore 16, vorrei proprio che ci riunissimo in tanti, sacerdoti, diaconi, religiose, religiosi e fedeli laici, per celebrare l’Eucaristia e compiere il rito della chiusura della Porta Santa, come ci ha chiesto il Papa.
Stiamo tutti vivendo un momento difficile: il terremoto ci ha mostrato, in maniera inequivocabile, la fragilità della nostra vita, delle nostre strutture: tanti hanno perso la casa e tante nostre comunità hanno perso le proprie chiese.
Anche la Cattedrale, segno di unità della nostra Diocesi, è stata danneggiata e non ci sarà possibile celebrare la Messa al suo interno.
cattedrale-anno_misericordiaMa è mio desiderio, poterci riunire con tutti i fedeli in Cristo della nostra Diocesi, per celebrare davanti alla Porta della Misericordia della Cattedrale (piazzale del Girfalco/ Duomo) e professare con forza la nostra speranza in Lui, nostra salvezza.
Tanti eravamo lo scorso dicembre per l’apertura.
Vorrei che domenica prossima fossimo molti di più: vorrei che la nostra Chiesa di Fermo allargasse le sue braccia e accogliesse anche i tanti sfollati che vivono questo tempo con fatica grande, perché la nostra preghiera unanime possa elevarsi al Signore di ogni consolazione e la pace possa presto visitare le tante persone che il terremoto ha scosso e turbato.
Sarà bello sentirci uniti in Gesù e forti nell’essere Chiesa, consapevoli che se il terremoto può sconvolgere le case e le chiese, non può scalfire la solidità dell’edificio spirituale: la Chiesa di persone che siamo noi.
Certo di incontrarci tutti in questa occasione particolare di fede e di amore, vi benedico con affetto.
Di cuore.


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