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Caffè Novecento ‘minaccia’
la chiusura:
“A gennaio valuteremo”

PORTO SAN GIORGIO - Il titolare Federico Gambini: "I lavori in piazza Matteotti ci stanno mettendo in ginocchio. Consumi crollati. Ma gli eventi del Natale sono confermati"
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di Giorgio Fedeli

Per molti la sua chiusura sarebbe la morte clinica del centro. Per altri rappresenta uno degli ultimi baluardi della vita notturna sangiorgese. Per altri ancora un termometro, spesso in eccesso, del trend della movida cittadina, anche se ormai parlare di movida per Porto San Giorgio risulta quasi ridicolo. Al di là del movimento di gente che crea, resta il fatto che le sue serrande abbassate sarebbero un durissimo colpo per il commercio e per l’immagine di Porto San Giorgio. Stiamo parlando del gran caffè Novecento di piazza Matteotti. E purtroppo i suoi titolari non se la sentono di smentire le voci che stanno circolando da giorni su una chiusura del caffè. “Lo stiamo dicendo anche noi ai nostri clienti – conferma il titolare Federico Gambini – così è durissima andare avanti”. E per Gambini e soci il problema è ben presto individuato: i lavori in corso in centro che hanno “ghettizzato” il pubblico esercizio: “Guardate, è uno scandalo. Abbiamo parlato anche con dei nostri periti: i lavori così non si fanno da nessuna parte. Non ce l’abbiamo con l’intenzione dell’amministrazione di fare i lavori ma con il modo con cui sono stati programmati. I nostri tecnici ci hanno detto che si potevano tranquillamente effettuare per tranche: quando si finiva da una parte, la si riapriva e si partiva con un’altra. Invece così ci hanno messo in ginocchio. I consumi dei nostri clienti si sono ridotti a meno di un sesto. Alcuni pomeriggi siamo costretti a restare chiusi. e di certo non siamo gli unici commercianti in difficoltà. Signori, qui ci sono da pagare i dipendenti, l’affitto, le spese vive del locale. Non sono noccioline. Pensate che alcune volte abbiamo deciso di restare aperti per far attraversare le persone da e verso la stazione ferroviaria. E i lavori vanno, oltretutto, a rilento come non mai. Comunque il Natale lo faremo, abbiamo gli eventi già programmati. Poi da gennaio vedremo. Con la torrefazione abbiamo molti altri posti dove andare, dove trasferirci. Non dipende da noi ma da quello che succede fuori dal Novecento”.

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