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Comitato del verde al vetriolo:
“Mattanza a Rivafiorita, quegli alberi
si potevano salvare”

PORTO SAN GIORGIO - Dal gruppo di cittadini a tutela del viale Cavallotti e dell'ambiente sangiorgese: "La politica non garantisce più nulla in tema di ambiente, essendo solo capace di ampliare o raddrizzare strade e pavimentare ogni luogo"
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Dopo le critiche dell’esponente civico Giovanni Nicolai sull’abbattimento dei cipressi sul lato ovest di Rivafiorita (leggi l’articolo), ecco arrivare tutto il disappunto del comitato per il verde e la salvaguardia del viale Cavallotti per il taglio che l’amministrazione ha spiegato essere la soluzione più indolore per la città a seguito dell’accordo raggiunto con le Ffss (leggi l’articolo):”Questa Amministrazione non finisce mai di sorprendere. Loira e Talamonti proseguono imperterriti l’opera iniziata da Agostini e Del Vecchio. Solo poco tempo fa abbiamo criticato il sindaco per aver “patteggiato” con le Ferrovie dello Stato il numero di alberi storici da abbattere ed in quella occasione ci è stato risposto che il prezzo da pagare era di sei alberi sui quattrocento richiesti dalla società e che in tal modo la stessa si sarebbe tacitata. E pretendeva pure di essere ringraziato per questo atto d’eroismo. Qualche giorno fa, appena dopo la rituale, grottesca, “Festa degli Alberi” in cui dinanzi a bambini innocenti ed insegnanti compiaciute è stato messo a dimora sempre lo stesso leccio in via Oberdan che evidentemente, per essersi seccato, non era stato minimamente curato, a breve distanza iniziava la mattanza dei cipressi storici di villa degli Oleandri che schermavano verso ovest l’importante edificio di stile eclettico, lasciandolo nudo alla berlina dei treni che transitano.  Ma la festa era finita e i bambini non hanno visto nulla.  

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Eppure, a tutela della linea ferroviaria, sarebbe bastato creare una protezione piantando tre, quattro pali da collegare con un paio di cavi d’acciaio per la lunghezza del filare, così ottenendo l’ansiogena protezione dei binari (la storia non annovera cadute di alberi sulla ferrovia a Porto San Giorgio) e la salvaguardia di un patrimonio di incommensurabile valore.  E allora? Volontà di togliersi un pensiero o rinuncia a governare un fenomeno? Fatto sta che questi abbattimenti hanno distrutto un patrimonio della città e dei futuri cittadini e non dell’amministrazione.  Di fronte a tale inconcepibile massacro la risposta consolatoria del sindaco, che aveva giurato di aver chiuso con sei abbattimenti, anche se in realtà ne hanno eseguiti direttamente diversi altri nei giardini di viale Cavallotti, è stata che le Ferrovie provvederanno a fornire 60 oleandri. Proprio una bella vittoria. Arbusti o alberelli al posto di cipressi centenari. Bene. Il sindaco ci ha convinti: la politica  non garantisce più nulla in tema di ambiente, essendo solo capace di ampliare o raddrizzare strade e pavimentare ogni luogo.  Persone affidabili cercansi”.


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