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Mozione a favore della legge 194,
anche Fermo dice sì

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Approvata ieri sera, in consiglio comunale a Fermo, la mozione del comitato in favore dell’applicazione della legge 194 nel territorio della provincia di Fermo. Componenti che ringraziano  i consiglieri comunali Marrozzini, Bagalini, Malvatani, Rossi, Torresi e Zacheo e la consigliera straniera Ago Ermira, che in qualità di firmatari hanno permesso la discussione della mozione. “Si ringrazia – spiega il Comitato –  il gruppo consiliare del M5S per l’appoggio e soprattutto si ringraziano tutti i consiglieri di maggioranza ed in particolare la presidente della commissione Ilari, per il contributo portato sia in fase di programmazione che in fase di discussione della mozione. Un grazie sentito alla presidente del consiglio Lorena Massucci, al sindaco Paolo Calcinaro e al vicesindaco Francesco Trasatti per il sostegno e per le belle parole di condivisione d’intenti. Su di un tema così forte di diritto alla salute è stato molto importante vedere come maggioranza e minoranza abbiamo saputo dialogare e trovare un punto d’intesa”.

Ad esprimere soddisfazione sono stati Patrizio Cardinali, Sonia Marrozzini, Daniela Lattanzi, Daniela Minnetti, Claudio Speranzini, Monica Leoni, Carmen Mattei, Tullio Traini.

Un voto all’unanimità mancato per poco, come spiega il Comitato: “Peccato per l’astensione dei consiglieri Tulli e Catalini e per l’uscita di scena del consigliere Bargoni che non hanno permesso alla mozione di raggiungere l’unanimità. Ora l’impegno si rivolge agli altri comuni limitrofi, in attesa che venga formalizzata da parte delle autorità sanitarie, la soluzione delle questioni sollevate nel rispetto della legge 194. Due sono i punti fondamentali della mozione: il primo è la richiesta di apertura del Murri all’interruzione volontaria di gravidanza che attualmente è resa impossibile dalla presenza del 100% di obiettori di coscienza. Si ricorda che se l’obiezione è un diritto della persona, non lo è invece per la struttura che è obbligata dalla legge ad offrire il giusto servizio alla donna che richiede di abortire. Il secondo punto riguarda la richiesta di dare forza ai consultori per permettere di fare attività di sostegno alla maternità responsabile, alla prevenzione e soprattutto all’educazione giovanile”.  


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