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Confindustria, nomina ‘al veleno’ di Ciccola,
Melchiorri: “Rispettate le regole,
nessuno leda l’associazione”

FERMO - Dopo le polemiche sull'elezione del numero uno della Romit alla guida dei calzaturieri, il presidente va giù duro contro le critiche: "Inaccettabile accomunare Confindustria a una loggia o a uno spazio di macchinazioni e complotti. Non ammetto paragoni così gravi"
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Da sin. Melchiorri e Ciccola

Dopo l’elezione alla presidenza dei calzaturieri di Confindustria di Enrico Ciccola e le polemiche sulla sua nomina, con Annarita Pilotti  a dir poco caustica, arriva la puntualizzazione del presidente Giampietro Melchiorri. Confindustria spaccata sul nome di Ciccola quando il candidato in pole position era Enrico Paniccià? Per il vertice di Confidustria Fermo nulla di più infondato: “Elezione non democratica? Parole inaccettabili prive di fondamento che mi lasciano amarezza e rabbia. Do tempo e anima per l’associazione, non è possibile che chi ricopre ruoli importanti, come Annarita Pilotti ed Enrico Paniccià, metta in discussione la nostra realtà. Non si possono stravolgere i fatti”, il punto di Melchiorri che aggiunge e ribadisce: “L’elezione di Enrico Ciccola è avvenuta nel pieno rispetto delle regole. E’ questo il punto da cui partire. Tra l’altro si mette in discussione un voto arrivato senza competizione perché Enrico Paniccià, che era candidato, si è ritirato per sua scelta prima del voto. Nessuno dica che c’erano imprenditori con deleghe in tasca. I dati sono ufficiali: c’erano solo tre deleghe, quindi solo tre aziende assenti che hanno chiesto di essere rappresentate da un collega. Altro che macchinazioni. Se vogliamo questa è stata proprio la anomalia, pensando ad elezioni passate dei calzaturieri in cui il peso delle deleghe è stato preponderante. E poi, c’è il ruolo di Ciccola, definito ‘amico’ dallo stesso Paniccià” e su questo Melchiorri ribadisce che: “Se lui stesso lo definisce amico e sostenitore, come può leggere male l’elezione? Ricordo ai miei associati che Confindustria nel suo codice etico chiede assoluta serietà e riservatezza su decisioni interne e organizzative. Sarebbe stato meglio che la proposta di un rinvio delle elezioni fosse stata fatta dentro l’assemblea. Libera la parola, ma è sempre bene farlo senza danneggiare altri imprenditori che spendono ogni giorno il loro tempo per cercare di risolvere i problemi di un sistema in grande crisi. E nel farlo ledendo anche l’immagine dell’associazione che gli stessi che parlano rappresentano. Inaccettabile accomunare Confindustria a una loggia o a uno spazio di macchinazioni e complotti. Non ammetto paragoni così gravi”.


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