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Giulianova e l’antica Università di Fermo,
un legame tra storia e formazione

FERMO - Viaggio nello Studium di Fermo, antica e prestigiosa università marchigiana risalente al 1303 e considerata la prima nella Penisola ad aver ricevuto il privilegio di conferire titoli accademici in teologia
domenica 5 febbraio 2017 - Ore 16:49
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di Sandro Galantini*

Dove si formavano culturalmente i rampolli delle più cospicue casate giuliesi? Tradizionalmente nell’università di Napoli, per secoli l’ateneo privilegiato ma non l’unico giacché, soprattutto dopo l’Unità d’Italia, numerosi furono i giuliesi iscritti a Roma e a Bologna. Tuttavia un ruolo importante lo ebbe anche lo Studium di Fermo, antica e prestigiosa università marchigiana risalente al 1303 e considerata la prima nella Penisola ad aver ricevuto il privilegio di conferire titoli accademici in teologia. Ed è proprio un giuliese che, dopo la laurea conseguita il 23 marzo 1635, ne diviene il primo preside dando così il via al flusso di concittadini nell’ateneo fermano.
Si tratta di Ruggero Passarani, appartenente ad una benestante famiglia che già nel 1577 aveva espresso con Bernardino uno dei Capita Regiminis, cioè un rappresentante di vertice dell’apparato pubblico cittadino, nipote dell’influente sacerdote Grifone e parente di quel Giandomenico Rainaldi, nato a Giulianova nei 1628 da Pietro e da una Passarani, Vincenza, che si laureerà in diritto non a caso a Fermo nel 1647 divenendo nel 1659 luogotenente in criminalibus nella stessa città per concludere la sua carriera a Roma come canonico di S. Pietro.
Tra i 24 giuliesi che, sino al 1753, conseguono il dottorato a Fermo, spiccano personaggi destinati a ricoprire ruoli di grande prestigio nella loro città di nascita. 
E’ il caso di due appartenenti ad una ricca famiglia d’origine napoletana, i de Losa Mostacci, trapiantasi a Giulianova grazie a don Tommaso, arciprete di S. Flaviano nel 1636 e parente di Carlo Francesco, anch’egli sacerdote e consigliere dell’università fermana, ma anche di Ruggero Antonio, laureato in diritto nella città marchigiana nel 1643. Si tratta, rispettivamente, di Biagio e Lorenzo, laureatisi rispettivamente nel 1659 e nel 1709. Il nipote del primo, di cui rinnoverà il nome, seguendo la tradizione di famiglia sarà curato di S. Flaviano mentre Lorenzo nel 1755 sarà al vertice del Reggimento cittadino, sindaco diremmo oggi.
Il 28 novembre 1676 consegue la laurea Antonio Ciafardoni appartenente a famiglia originaria di Collicelli di Campli e messasi in luce per la vivace attività imprenditoriale e immobiliare, peraltro destinata ad acquisire grande importanza nella vita sociale, economica, religiosa e politica giuliese sino al ‘900.
Altrettanto nota è la famiglia Ferrante, cui appartiene il Lucio laureatosi nel 1683 e il Serafino addottoratosi nel 1740 e di cui il più importante esponente è il giureconsulto, poeta e melodrammista Stefano, diversamente dai suoi parenti non formatosi a Fermo.
Nutrita è poi la presenza dei Nizza: Alcide laureatosi nel 1696 e sindaco nel 1707; Romolo addottoratosi nel 1715 ed egualmente sindaco per due volte, nel 1735 e poi nel 1744. Quindi nel 1753 si laurea Antonio, omonimo del nonno notaio.
La famiglia Cornice conduce alla laurea nello Studium fermano nel 1697 Silvestro, sindaco di Giulianova nel 1715, nel 1718 e nel 1722, e quindi fa addottorare nel 1708 Saverio, presidente della municipalità giuliese nel 1799, di idee giacobine e fucilato nella fortezza di Civitella del Tronto nello stesso anno.

Il duomo di San Flaviano

Appartenente a famiglia proprietaria è Nicola Antonio De Luca, laureatosi nel 1702 e avo dell’avvocato e letterato Battista che nel nel 1881 sarà vicedirettore della Banca mandamentale e direttore di riviste locali.
Con la laurea conseguita nel 1715 Sigismondo Braccia entrerà nell’high life cittadina divenendo sindaco nel 1743 come lo era stato Giovan Domenico diciannove anni prima. Papirio Capanna, addottoratosi nel 1720, sarà lungamente uno dei più stimati medici creando quella solida fortuna patrimoniale che consentirà ad un suo discendente, Antonio, di conseguire nel 1830 un importante riconoscimento per la sua fabbrica di corde e reti da pesca.
Pietro Paolo Corsi, laureatosi nel 1722, sarà sindaco nel 1734. Domenico Gatti, laureatosi due anni dopo, sarà abate, emulando così le fortune ecclesiastiche dell’avo Giovanni, arciprete di San Flaviano, e ricoprendo nel 1760 il ruolo, su nomina degli Acquaviva, di ministro generale del ducato di Atri con sede a Giulianova mentre Angelo Antonio Cosmo de Bartolomei, rampollo di antica famiglia patrizia e dottore in legge nel 1747, assurgerà ad un ruolo di primo piano nell’intellettualità provinciale firmando interessanti studi storico-archeologici e letterari ed entrando a far parte di importanti sodalizi. Tra i quali l’Accademia degli Erranti della “sua” Fermo.

*Sandro Galantini, storico, giornalista, membro della Deputazione Abruzzese di Storia Patria e dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche


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