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Vincenzo Urbani ”l’ardito”
ha spento 70 candeline

IL PERSONAGGIO - Difensore centrale di Sangiorgese, Fermana, Campobasso e Salernitana, è stato per due anni coach del Palermo in serie B assieme a Veneranda prima di sedere sulla panchina gialloblù con cui vinse un campionato nel 1989
venerdì 3 marzo 2017 - Ore 00:58
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Urbani con la Salernitana, insieme ad Antonio Capone

FERMO – Un mese prima del 90° compleanno di mister Armando Rosati, aveva festeggiato la 70° primavera Osvaldo Jaconi, l’allenatore più vincente d’Italia e che la Fermana ha avuto l’onore di avere sulla propria panchina nelle ultime due stagioni.

Pochi giorni fa ha raggiunto lo stesso traguardo di Jaconi un altro mister molto noto in zona: Vincenzo Urbani, che ha il privilegio di rientrare nella ristretta elite dei pochi allenatori che hanno vinto un campionato con la Fermana: era il 1988/89.

Sangiorgese doc, ad appena 17 anni esordisce con la locale squadra in Quarta serie nel ruolo di roccioso difensore centrale e con la maglia nerazzurra ottiene due promozioni. Lasciata la “Sangio”, Urbani approda alla Salernitana in serie C dove resta cinque anni, piazzandosi due volte al secondo posto e una al terzo. In maglia granata il difensore di origine sangiorgese gioca assieme ad Antonio Capone, un altro che arriverà a Fermo dieci anno dopo disegnando uno pezzo di storia canarina.

Per Urbani seguono quattro stagioni al Campobasso appena promosso in serie C prima di vestire la casacca della Fermana nel 1978/79, con cui Urbani totalizza 20 presenze (e un autogol a Contarina). L’ardito (questo il soprannome ereditato dal padre) chiude la carriera alla Sangiorgese nel 1980 come allenatore-giocatore e intraprende quella di trainer come secondo di Veneranda a Palermo in Serie B dove resta due anni: per la prima e unica volta due sangiorgesi siedono sulla panchina rosanero.

Urbani difensore della Fermana nel 78/79

Nel 1983/84 troviamo Urbani sulla panchina del Porto Sant’Elpidio, squadra che fino all’ultimo tallona a breve distanza in classifica la capolista Fermana che per questo motivo ottiene la promozione in C2 solo all’ultima giornata. Un altro anno alla guida degli azzurri, poi tre anni sulla panchina della Monturanese in cui gioca Daniele Amaolo.

Vincenzo Urbani, a 41 anni, approda di nuovo alla Fermana, questa volta come tecnico, chiamato dal neo presidente Roberto Mistretta, per risalire la china dopo una mancata iscrizione e poi anche le prime tre gare perse a tavolino, il tutto per una serie di errori burocratici.

Urbani mister della Fermana nel 1988/89

Risalita che il tecnico sangiorgese compie puntualmente, prendendo una formazione gialloblù con tanti punti di svantaggio e facendogli compiere una rimonta eccezionale che culmina con il sorpasso sul Tolentino di mister Venturini alla penultima giornata e la vittoria del campionato sul campo di Villa San Filippo che tutti i tifosi almeno quarantenni ricordano bene.

La riconferma per l’anno successivo sulla panchina gialloblù, quindi seguono alcuni anni tra Porto Sant’Elpidio e altre squadre della zona “fino a quando non mi sono stancato e ho mollato – racconta  l’ex allenatore – prima gestivo anche un hotel a Porto San Giorgio, adesso faccio solo il mestiere del nonno. Ma la passione del calcio in famiglia prosegue perchè un mio nipote, che si chiama Cerquozzi, gioca con l’AFC Fermo”.
A Vincenzo Urbani i migliori auguri da parte della redazione sportiva di CF.

Paolo Bartolomei


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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