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L’arte come strumento per un confronto diretto: il racconto di una studentessa dopo l’incontro con i rifugiati

martedì 7 marzo 2017 - Ore 11:34
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di Nikola Wiktoria Sarnecka

Un altro incontro tra i ragazzi del Liceo Artistico e i rifugiati del progetto SPRAR, e ancora una volta le classi erano quelle di Arti Figurative e Architettura e Scenografia.

Ieri mattina l’atmosfera tra i presenti si è mostrata più rilassata, vista la bellissima esperienza e la vicinanza raggiunta nel precedente evento.
 Questa volta i ragazzi del Liceo Artistico hanno proiettato sul maxischermo dell’Aula Corrina video a sfondo razziale che, dopo essere stati ben analizzati, sono riusciti a far tirar fuori moltissime riflessioni e commenti, senza far mancare qualche risata quasi “sdrammatizzante” da parte dei presenti.

Dopo una breve introduzione multimediale, gli studenti del Liceo Artistico hanno illustrato il loro percorso formativo ai coetanei, loro ospiti. 
Dopo aver dato maggiori informazioni riguardo al proprio istituto, il gruppo degli studenti si è suddiviso in due parti: la prima si è occupata della preparazione del rinfresco che si sarebbe svolto a fine incontro, mentre la seconda, dov’erano presenti anche il prof. Giuseppe Buondonno e i collaboratori del progetto SPRAR, ha avuto l’incarico di tenere una sorta di ‘visita guidata’ dell’intero istituto al fine di mostrare ai ragazzi rifugiati le mansioni scolastiche che, gli studenti, svolgono giornalmente.

Il giro è cominciato con una visita delle aule multimediali e dei computer, per poi passare per le aule di Scenografia e Arti Figurative fino a terminare nei laboratori di ceramica, ebanisteria e oreficeria. 
Al termine delle attività il gruppo è risalito nell’aula per il buffet organizzato in precedenza, dove tutti i ragazzi, in modo molto amichevole, hanno continuato a chiacchierare e mangiare insieme. 
L’esperienza, dal punto di vista degli studenti è stata molto piacevole e bella.


A mio parere, eventi del genere hanno per noi ragazzi un valore inestimabile, nel quale ognuno di noi ha la possibilità di avere un confronto diretto con quella che è la realtà di un mondo completamente differente dal nostro. Il dialogo tra noi e i ragazzi rifugiati è il modo più semplice e bello per raggiungere una sensibilità per il prossimo, che non limiti i nostri sguardi sulle origini degli individui, bensì che ci dia una mano a penetrare a fondo nei loro vissuti e cancelli i pregiudizi. I ragazzi del progetto SPRAR, al termine della mattinata, sono stati felici di essere stati coinvolti in una realtà come quella scolastica, ognuno di loro ha partecipato all’attività in modo diretto e si sono lasciati trasportare dall’aria ‘artistica’ dell’istituto, mostrando moltissimo interesse e curiosità per ogni indirizzo di studi.

Visto il risultato abbiamo pensato tutti insieme di organizzare qualche giornata per i ragazzi rifugiati all’insegna dell’arte, riuscendo così a coinvolgerli maggiormente nelle attività artistiche e fare in modo che riescano anche loro a produrre una loro vera propria opera d’arte.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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