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L’intervista a Nunzia Eleuteri dà il via alla nuova rubrica “Donna”

martedì 7 marzo 2017 - Ore 08:25
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di Claudia Mazzaferro 

 

Nasce oggi DONNA, la rubrica al femminile di Cronache Fermane. Uno spazio aperto in cui si incontrano le storie e le idee di chi vive in equilibrio tra lavoro, famiglia, passioni, sogni realizzati e desideri ancora da sognare. Uno spazio in cui raccontare e svelare le Donne che vivono nel nostro territorio. Chi sono, cosa fanno, quali battaglie hanno vinto, perso. Lotte collettive, sfide personali, storie quotidiane di madri, mogli, figlie, lavoratrici, casalinghe. Donne contemporanee multitasking.

Il mondo femminile del fermano si racconta in questo luogo virtuale in cui vogliamo, anche attraverso contributi e spunti delle nostre lettrici, dare voce al nostro essere Donne e aprire un dibattito costante sulla nostra quotidianità.

La rubrica volutamente nasce oggi, 8 Marzo: un’occasione non solo per festeggiare ciò che si è ottenuto, ma anche per conoscere la realtà femminile del territorio in cui viviamo e per ribadire la necessità di ulteriori cambiamenti verso le pari opportunità. Perché ottenuti i diritti inalienabili, ci accorgiamo che sono ancora molte le cose da fare per essere parte integrante di un mondo in cui sappiamo tutte riconoscerci.

Un lavoro in banca poi la svolta nel mondo dell’informazione. Amministratrice di Cronache Fermane, giornalista e, di recente, anche autrice. Nunzia Eleuteri si racconta e dà il via alla nuova rubrica Donna che ha fortemente voluto.

L’8 marzo è una ricorrenza importante o una “trappola ideologica”?

Entrambe direi. Triste dirlo ma per avere diritti che oggi sembrano naturali è stata necessaria una battaglia, anzi più d’una. Che poi questa conquista sia stata strumentalizzata politicamente è un altro fatto, spero ormai superato.

Cosa ti spinge a dedicare uno spazio al mondo femminile?

Cronache Fermane è diventato, in pochissimo tempo, punto di riferimento per un intero territorio e questo territorio merita di essere conosciuto e di conoscersi sotto tutti i punti di vista. Dopo la nascita di Cronache Fermane Young, sabato scorso, con cui abbiamo dato voce ai ragazzi, non ci restava che dare voce a chi, a mio avviso, ha molto da raccontare. E ti ringrazio Claudia, (donna, moglie, madre, figlia, giornalista, fotografa e mille altri ruoli ancora) per aver sposato questa idea e per volerla concretizzare con noi. Le donne sono ancora troppo in seconda linea pur avendo grandi capacità e attitudini. E lo dimostriamo in continuazione ma a fatica. Visto che siamo proverbialmente loquaci, penso sia giusto avere uno spazio tutto nostro che sia lettura e scrittura, riflessione, svago e condivisione di sentimenti, reazioni, pensieri e perplessità. Ci capita, non di rado, di sentirci sole o incomprese per poi scoprire che altre donne vivono le nostre angosce, le nostre ansie, insicurezze ma anche i nostri momenti di leggerezza o inspiegabile allegria. Ecco, vorrei una rubrica di donne che si presentassero ad altre donne con uno spirito di solidarietà molto più forte di quella gelosia di cui alcune non riescono a liberarsi.

A fronte delle storie che hai conosciuto grazie al tuo lavoro, come vedi la situazione delle donne nel nostro territorio?

E’ un territorio che in tal senso sta crescendo molto; abbiamo donne che si occupano di politica come di imprenditoria o altri lavori ma che difficilmente mettono in secondo piano la famiglia. C’è un modo di essere che è comune e che potrei sintetizzare nel grande spirito di sacrificio di ognuna di noi. Non so se sia un bene o un male, a dire il vero, ma è quello che siamo: instancabili, combattive, positive, testarde, sognatrici e al contempo concrete come la terra che ci ha visto nascere e crescere.

Se dico “fin da bambina”…cosa ti viene in mente?

Fin da bambina ho sognato una famiglia che si avvicinasse a quella in cui sono nata e cresciuta. Tutto ciò che è arrivato in più è bello quanto secondario.

La Donna rappresenta un “Capitale Umano” diverso dall’uomo?

Sicuramente. Ed è anche un dato scientifico: il cervello maschile e quello femminile sono diversi fin dal momento della nascita. Il mondo del lavoro dovrebbe gioire di questa diversità ed esaltarla perché si possa tradurre in completezza. Sul mio libro “L’era del capitale umano”, che ti ringrazio di aver letto e citato, ho descritto, in un capitolo centrale, una caratteristica delle “donne intelligenti”: …”In un attimo capaci di trovare soluzioni più disparate; forse questa loro dote deve essere innata e dovuta allo spirito di sopravvivenza che, nei secoli, hanno dovuto avere per i figli che mettevano al mondo. Abituate sempre a pensare a tanti e non a loro stesse, le donne sanno essere multifunzione. Per questo, le intelligenti, sono tenute alla larga dai posti di potere. Credo per gelosia.”… Ecco su questo fronte, c’è ancora molto da fare ma penso che siamo sulla buona strada.

Simone de Beauvoir, madre del femminismo. Cosa pensi sia ancora attuale del suo pensiero?

Mi dispiace non aver letto i suoi scritti, ho rimandato più volte per mancanza di tempo o forse, inconsciamente, per pregiudizio. Chissà?! Ci sono esasperazioni del femminismo in cui non mi ritrovo. Oltre ad un essere umano in genere, la donna è sicuramente colei che può generare. Ma questo aspetto purtroppo è stato declassato proprio dal femminismo. Secondo me, poter dare la vita è una cosa meravigliosa che non ha pari. Non deve essere una limitazione. Di certo non è questo che dovrebbe farci sentire inferiori rispetto all’uomo. E, comunque, non mi piace parlare di superiorità o inferiorità. Non tutto si può misurare, come ho scritto nel mio libro. Siamo semplicemente uguali quanto diversi. Di Simone de Beauvoir, una frase piuttosto mi è rimasta impressa leggendola tra diverse citazioni: “Una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente.”

Sei madre di due splendide Donne. Tre parole che lasceresti loro in dono per sintetizzare il tuo modello di vita.

Amore, Impegno, Resilienza.

Il tuo migliore pregio e il tuo peggior difetto.

Affidabilità. Se dico una cosa, la faccio.

Permalosità o, meglio, ipersensibilità… Mi lascio ferire troppo dalle parole o dagli atteggiamenti.

Se esistesse una 25a ora, cosa faresti che non riesci a fare nelle precedenti 24?

Se me lo avessi chiesto prima della meravigliosa avventura di Cronache Fermane avrei potuto rispondere “una passeggiata o un po’ di ginnastica”, ora mi accontenterei di ricominciare a fare spesa e cucinare con regolarità senza aspettare la 36ma ora.

Cosa ti aspetti da questo spazio virtuale dedicato alle Donne?

Il mio desiderio più grande è che possa essere un modo per conoscerci, rispettarci, apprezzarci, sentirci vicine perché possa nascere qualcosa di bello e costruttivo come noi donne siamo capaci di fare.

 


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1 commento

  1. 1
    Angela Maria Castelli via Facebook il 8 marzo 2017 alle 14:35

    Auguri!

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