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La spiaggia di nuovo
invasa dai detriti,
l’indecenza diventa “cronica”

giovedì 9 marzo 2017 - Ore 12:43
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Ci risiamo. E’ bastata un pioggia ad abbattersi sul Fermano e un fiume Ete a gonfiarsi, che la spiaggia sangiorgese si è nuovamente trasformata in una discarica di detriti. Sì, nuovamente, perè il fenomeno purtroppo si ripete oramai con una ciclicità disarmante e preoccupante. Qualcuno, soprattutto in Comune, a dire la verità dopo il vespaio sollevatosi lo scorso anno (leggi l’articolo) sempre per lo stesso problema e con identiche dinamiche, sperava che alla piaga detriti fosse stata messa una pezza. In quella circostanza il sindaco Nicola Loira aveva puntato l’indice contro chi è preposto al controllo dell’asse fluviale dell’Ete (leggi l’articolo) chiedendo a chiare note alla Regione di farsi carico della questione. Ma presagendo, però, al contempo, il rischio della “storicità” del fenomeno. Quei detriti, infatti, arrivano da campi e colture, dalla prima collina a risalire su fino alle sorgenti dell’Ete, trasportati in mare dal fiume. E dalle onde depositati sulla battigia. Qualcuno, si diceva, sperava di aver detto la parola fine sullo scempio. E invece no. I detriti sono riapparsi in tutto il loro “spettacolo” a dir poco indecoroso. E se di aggravante si può parlare, in una giornata in cui, con un delicato sole a baciare la spiaggia, era anche piacevole fare due passi sulla battigia. E invece no, il luogo può caratteristico della città, la spiaggia appunto, e anche il più salubre, è diventato off limits per tutti. Un lungo ammasso di detriti si è depositato sul litorale sud, dalla foce dell’Ete fino a diverse centinaia di metri a nord del pennello trasformando la finissima sabbia sangiorgese in un maleodorante accumulo di poltiglia nera. E formando sulla linea di costa addirittura uno “scalino” dove battono le onde. Una pessima cartolina per la città al primo risveglio di sole. A questo punto un nodo gordiano o, forse peggio, una pratica dimenticata in un cassetto, per la politica. E ora chi paga per toglierli? Quanto costerà l’operazione alle casse, comunque pubbliche? Quando sarà rimosso quel tappeto dello scandalo? E, soprattutto, si riuscirà una volta per tutte a individuare i responsabili?

g.f.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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