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Solo Fermana, Gianluca Leoni:
“Recchioni dodicesimo uomo”

TIFO CANARINO - La sosta di campionato è il momento migliore per tastare il polso ai sostenitori gialloblù, alle porte del decisivo rush finale. Per la riapertura delle danze è prevista la sfida di alta quota contro il Matelica
sabato 11 marzo 2017 - Ore 13:55
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Gianluca Leoni in una recente trasferta al consueto “posto di combattimento” (foto Vittoria Moio)

FERMO – Sono passati oltre 10 anni dall’ultima apparizione dell’allora Fermana Calcio 1920 nei palcoscenici del professionismo. L’era del presidente Giacomo Battaglioni, che ha toccato il picco con lo storico anno della B, aveva decisamente timbrato il calcio fermano con lustri di Serie C1. La ripartenza dai bassifondi della Prima Categoria, sotto il segno della U. S. Fermana, è stata la metaforica rincorsa sino ai tempi correnti, etichettati con il marchio della Fermana Football Club, oggi a chiusura di un percorso di maturazione che sembra dare frutti.

Il consolidamento in vetta alla classifica della Serie D fa sognare più che mai gli appassionati canarini, da mesi protagonisti indiscussi del tifo sia al Recchioni che in tutti gli impianti dove settimanalmente viene ospitato l’11 del leader societario Umberto Simoni. A fungere da metaforico ambasciatore per i sostenitori della fede gialloblù ecco il presidente dell’associazione Solo Fermana, Gianluca Leoni.

Leoni, come state vivendo la stagione sportiva ora che sta per entrare nel decisivo rush finale?

“L’entusiasmo è cresciuto a dismisura, moltiplicandosi nel corso delle settimane. Tutto ciò è dimostrato dai tifosi che seguono la squadra in trasferta, facendo registrare numeri quasi eccezionali. In casa non siamo mai scesi sotto le mille presenze, adesso ci sarà la fase decisiva ed il Recchioni sarà ancora più pieno e più bello da vedere. In città si respira l’aria importante del big match con il Matelica. C’è anche una positiva atmosfera che non definisco di festa, ma di attesa per il raggiungimento dell’obiettivo”.

Guardando il passato, l’attuale squadra di Flavio Destro a quale Fermana potrebbe assomigliare per gioco e carattere secondo lei?

“Delle squadre vincenti non c’è perfetta somiglianza con nessuna ma ci sono dei richiami. Con quella salita in B, che faceva un modulo particolare come il 3-4-3, di analogo c’è il tridente ma in sostanza si trattò di un altro tipo di squadra. Della Fermana di Ferrara (playoff di C2 vinti in finale ai rigori, ndr) ci sono le grandissime qualità tecniche e credo che quella abbia la stessa grinta e lo stesso cuore di adesso. Come allora quest’anno la squadra non è stata pensata per il vertice della graduatoria, per fare bene si, ma non per la vittoria. E nel ’96 come oggi viviamo una sorpresa, una bellissima sorpresa. Oggi abbiamo tenacia ed i giocatori giusti al posto giusto. Mister Destro in stagione non ha sbagliato nulla”.

Domenica il big match al cospetto del Matelica, compagine che dalla vigilia del torneo è partita dagli addetti ai lavori con addosso i gradi della favoritissima per la vittoria finale. Cosa avete in programma dalla curva Duomo per l’appuntamento?

“La curva metterà il massimo sostegno come sempre fatto, soprattutto nei momenti difficili del campionato. C’è più attesa ed il Recchioni farà la sua parte. E’ in programma una coreografia, invitiamo perciò tutti almeno alle 14.00 a stare all’interno del nostro settore per agevolare la logistica. Sarà giornata canarina quindi non saranno validi gli abbonamenti ma non per questo lo stadio sarà avaro di presenti: è arrivato il momento di far sentire che la struttura di casa potrà essere decisiva. Siamo tanti ma dobbiamo fare sempre di più perché anche da questo aspetto verrà deciso il risultato finale”.

Cosa si sente di dire ai tesserati canarini tutti affinché il sogno di ritornare nel calcio che conta diventi realtà?

“Non mi sento di dire nulla, sono un semplice tifoso perciò mi rivolgo ai sostenitori. Dopo la partita contro il Matelica ci sarà la trasferta di Campobasso poi la Vis Pesaro in casa: in tutte le uscite della Fermana auspico di seguire la squadra, incitarla e sostenerla. Il sostegno è troppo importante, secondo me serve certamente per i punti in classifica. La squadra viene spinta da un grande pubblico, vanno messe in disparte le polemiche e le antipatie personali per incitare il collettivo in campo. Sono certo che anche noi tifosi stiamo contribuendo in maniera determinante agli ottimi risultati che stanno maturando”.

Paolo Gaudenzi


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