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Fiumi e erosione, Marcozzi:
“Basta scaricabarile, la Regione trovi
le risorse per l’emergenza”

AMBIENTE - Il Capogruppo FI replica alla risposta dell'assessore regionale Sciapichetti alle sue tre interrogazioni su rischio idrogeologico, Ete Vivo e Ete Morto: " L’amministrazione non sa se intervenire o meno, per loro bisogna controllare le risorse. E se lo si farà, ciò avverrà senza tempistiche precise"
martedì 14 marzo 2017 - Ore 21:39
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Il consigliere regionale Fi, Jessica Marcozzi

“Ma quali progettazioni a ampio respiro, per stralci e sulla base delle risorse reperibili. Qui bisogna agire immediatamente senza se e senza ma. Come posso essere soddisfatta delle risposte che l’amministrazione regionale, con l’assessore Sciapichetti, ha dato alle mie tre interrogazioni sul rischio idrogeologico nel Fermano, sull’Ete Vivo e sull’Ete Morto approdate oggi in Consiglio regionale? Non sono per nulla soddisfatta perché innanzitutto l’amministrazione non sa se intervenire o meno, per loro bisogna controllare le risorse. E se lo si farà, ciò avverrà senza tempistiche precise in barba a tutti i nostri concittadini che stanno subendo non i fiumi, sia chiaro, ma le conseguenze devastanti di chi su quei fiumi ha messo mano con lavori che, invece di migliorare la situazione, l’hanno drammaticamente peggiorata. Purtroppo la causa del dissesto idrogeologico che viviamo oggi è da ricercare nei lavori eseguiti dopo il 2011, lavori per cui sono stati spesi milioni e milioni di euro. Sono stati addirittura estirpati gli alberi, argine naturale. Tutto questo si riassume in una parola: catastrofe. E a pagarne le spese sono i frontisti, le abitazioni isolate, argini erosi, strade sgretolate, collettori compromessi, ponti ‘minati’. Si è formato un comitato e le proteste si sono fatte sentire anche in occasione della Tirreno-Adriatico.

Qui bisogna agire immediatamente, basta trovare delle scuse tra fondi europei, Por-Fesr, classificazioni varie dei fiumi con conseguente scaricabarile tra istituzioni. La Regione non può traccheggiare, deve trovare le risorse, anche a livello centrale, per finanziare interventi immediati, magari anche rimpinguando la legge 183/89. Bisogna porre fine a questo stillicidio dell’erosione-esondazione che sta massacrando il nostro territorio. Qui in ballo ci sono ogni giorno di più la sicurezza dei cittadini, il loro lavoro, i loro investimenti di tutta una vita, la dignità di un territorio.


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