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Continua a crescere il progetto Adotta una Stalla, tra lacrime di gioia e di rabbia

SISMA - Domenica speciale per il gruppo di volontari di Sant'Elpidio a Mare: dalla morte di un vitellino nel box donato a Lamberto, all'abbraccio collettivo agli allevatori della zona
lunedì 20 marzo 2017 - Ore 09:16
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(foto di Andrea Ponticiello)

di Andrea Braconi

Una domenica dove felicità e sconforto si sono rincorse costantemente. Da un lato un pranzo con oltre 140 partecipanti, organizzato per regalare agli allevatori “un giorno di normalità”.

Dall’altro la morte di un vitellino proprio all’interno di quel box che i ragazzi di Adotta una Stalla, il gruppo di volontari nato a Sant’Elpidio a Mare dopo le scosse dell’ottobre 2016, hanno costruito per proteggere gli animali di Lamberto (leggi quinella sua azienda ad Aschio, frazione di Visso.

Lacrime per quell’abbraccio collettivo all’interno del ristorante La Mezzaluna di Ussita. E lacrime (di rabbia) sia nell’osservare quel piccolo corpo in mezzo alla paglia, sia nel seguire con lo sguardo il movimento faticoso di una vacca costretta per mesi a dormire in piedi.

A questo si aggiunge, ancora una volta, quella sensazione di abbandono che i pochi cittadini ed amministratori rimasti in zona manifestano da mesi nei confronti delle istituzioni, regionali e nazionali.

“Vedere queste persone commuoversi – racconta Andrea Ponticiello di Adotta una Stalla – ci ha fatto emozionare come poche altre volte ci è capitato. Abbiamo voluto stringerci, sostenerli con ogni mezzo possibile perché sono persone meravigliose che non possono assolutamente essere lasciate sole. Loro come le altre che hanno perso tutto a causa del terremoto. Venendo qui in questi mesi abbiamo avuto modo di toccare con mano la loro solitudine, ma proprio da questo è cresciuta la nostra determinazione e ha preso forma il nostro progetto. E domani sera, martedì 21 marzo alle ore 21.30, torneremo al Casale CS di Sant’Elpidio a Mare per esporre lo stato di avanzamento delle nostre iniziative e per rilanciare su alcuni aspetti che riteniamo fondamentali”.

(foto di Mirco Capodarco)

(foto di Andrea Ponticiello)


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