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Il futuro del Bruno Recchioni tra campo e tornelli, Calcinaro al lavoro per le valutazioni

STRUTTURE - Affrontare per tempo il problema della manutenzione del terreno erboso, che ogni anno d'estate si secca per l'eccessivo drenaggio. Escluso il rifacimento totale del fondo e impensabile la trasformazione in sintetico per i costi. In Lega Pro i tornelli non sono obbligatori fino a 7500 posti
giovedì 23 marzo 2017 - Ore 12:34
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Il sindaco Calcinaro

di Paolo Bartolomei

Fermana in Lega Pro, ormai manca poco. Da quando i gialloblù furono costretti a lasciarla e ripartire da zero, undici anni fa (e si chiamava serie C1), molte cose sono cambiate. Anche lo stadio ha undici anni di più, e in qualche caso si vede.
Sul tavolo di Comune (proprietario dell’impianto) e Fermana (gestore) due nodi spinosi: il campo di gioco e l’ipotesi tornelli.

Va chiarito subito che l’installazione dei tornelli, in Lega Pro, non è sempre obbligatoria, come in serie A e B, ma solo quando la capienza supera i 7500 posti. Oggi, con il settore laterale est  chiuso da molti anni, lo Stadio Recchioni ha circa 7300 posti ufficiali che saranno sufficienti per quasi tutte le partite della ex serie C. Pertanto, restando così anche il prossimo anno, l’installazione dei tornelli non sarà necessaria.

Anche il sindaco Calcinaro conferma  che, prima di spendere soldi pubblici, Comune e Fermana FC dovranno ragionare con la Questura. Il motivo è semplice: esattamente quel settore laterale est che, se riaperto, farebbe scattare l’obbligo dei tornelli in tutto lo stadio, potrebbe invece essere chiuso per motivi di sicurezza (“cuscinetto” tra curva ospiti e tribuna centrale) su ordine dell’autorità proprio in occasione delle poche partite di cartello dove potrebbe esserci un afflusso di pubblico potenziale superiore a 7500 spettatori, con l’eventuale obbligo di dirette TV, vanificando quindi la spesa precedentemente fatta.

Tornelli di ingresso in uno stadio

Anche per il campo il sindaco esclude per quest’anno interventi radicali e costosi, cioè sia il vecchio progetto della trasformazione in sintetico, sia il rifacimento integrale del manto erboso (quindi anche sottofondo e drenaggio, come fatto l’ultima  volta nel 1999), perché in entrambi i casi i costi sarebbero notevoli e non sostenibili dall’amministrazione comunale in questo momento.

Quindi si procederà solo alla necessaria risemina, e si studierà un sistema di cura, manutenzione e irrigazione del prato più accurata dei quanto fatto negli anni passati, consapevoli che il problema principale è l’eccessivo drenaggio che asciuga la terra più rapidamente del dovuto, ed è una delle cause del seccume degli ultimi anni, che poi si protrae anche nei mesi invernali, lasciando il terreno di gioco in pessime condizioni.

Nella maggior parte dei campi in erba il problema è opposto, invece al Recchioni non si ricorda un gara rinviata per impraticabilità del campo, perfino dopo piogge abbondanti. Anche in questo caso, come per i tornelli, il sindaco assicura un dialogo con la Fermana FC.

L’ultimo rifacimento integrale del campo di gioco del “Recchioni” risale al 1999

Infine, il centro sportivo ex Cops, abbandonato dal 2005. Calcinaro fa sapere che i lavori procedono alacremente, recuperati palestra, spogliatoi, illuminazione e impiantistica varia (già spesi quasi 300mila euro), sta per partire l’appalto per i due campi che saranno uno (il principale) in erba  e l’altro in terra, come in passato; è probabile che torni ad essere il centro sportivo della Fermana visto che tutte le altre società hanno ormai i loro impianti.

 

 

 


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