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Da Amandola e Montefortino a Las Vegas, per salvare la nostra eredità (VIDEO)

lunedì 3 aprile 2017 - Ore 14:33
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di Andrea Braconi

Raccontare a Las Vegas il post terremoto di Amandola e Montefortino, oltre che dei Comuni del Maceratese e dell’Ascolano? Possibile, se il punto di contatto è una ricercatrice impegnata in studi sulla distruzione del patrimonio artistico e, soprattutto, sul significato di heritage, quell’eredità che viene messa a rischio (anche) dagli effetti devastanti di un sisma.

Marta Soligo, 30 anni, nativa di Bergamo e laureata in progettazione e gestione dei sistemi turistici, è nella capitale del Nevada dall’agosto del 2015 per un dottorato di ricerca in sociologia del turismo.

“Sono molto interessata alla distruzione del patrimonio artistico – ci spiega -, come avvenuto ad esempio a Palmira, in Siria, da parte dell’Isis. Come volontaria sono venuta in contatto con Casa Italiana di Las Vegas, un istituto culturale nato nello scorso ottobre, e abbiamo deciso di fare due lezioni sul terremoto per raccontare la distruzione dell’heritage culturale”.

Un primo incontro, nella location messa a disposizione dall’ Italian American Club, è servito per spiegare i fatti più recenti a persone, come racconta Soligo, “che non avevano proprio idea di cosa fosse accaduto”. Un’ampia panoramica, partita dal 1997 e dal crollo della chiesa di San Francesco ad Assisi, passando per L’Aquila per arrivare ad Amatrice, Norcia e a quella parte meridionale delle Marche colpita dalla lunga sequenza sismica.

Poi, la scorsa settimana, la seconda lezione sul tema “Rebuilding our Heritage”, con una carrellata sulle attività intraprese dopo il 24 agosto 2016: dalle azioni del Mibact a progetti come #ripartidaiSibillini (che vede chi vi scrive tra i promotori, ndr). Una scelta, rimarca Soligo, “per far vedere non solo come si sia avuta un’azione dall’alto, ma anche un’attivazione dal basso attraverso i social media”. Perché quando viene distrutta questa eredità “non parliamo di un edificio che crolla, ma di radici che vengono a mancare”.

“Ho preferito puntare su persone che conosco, come Vissia Lucarelli dei Musei di Fermo che ho avuto modo di incontrare tre anni fa proprio da voi per il worshop internazionale Mediars di Alessandro Marianantoni. Raccontando #ripartidaiSibillini, quindi, ho parlato di come Instagram e i social media in generale abbiamo aiutato questa narrazione, con persone che si mettono insieme, si attivano e fanno qualcosa. E questo è fondamentale, perché se salviamo il nostro heritage abbiamo qualcosa da lasciare ai nostri figli”.

Ma il lavoro di Marta Soligo ha un fine ulteriore: aiutare concretamente le popolazioni colpite dai terremoti. “Tutto il ricavato delle lezioni lo destineremo a Cascia, dove abbiamo attivato un contatto. Inoltre, grazie al ristorante Settebello di Las Vegas, abbiamo fatto una cena di beneficienza e anche questi soldi raccolti verranno versati tramite bonifico al Comune umbro”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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