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Approvato l’Accordo Agroambientale d’Area in Valdaso: venerdì la presentazione

VALDASO - Venerdì 7 aprile presso la sala Lussu di Marina di Altidona sarà presentato l’Accordo Agroambientale d’Area per la Tutela delle Acque della Media e Bassa Valle dell’Aso, recentemente approvato dalla Regione Marche
martedì 4 aprile 2017 - Ore 20:01
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di Alessandro Giacopetti

Un’occasione per tutti gli agricoltori dell’area della media e bassa valle dell’Aso. E’ l’Accordo Agroalimentare d’Area per la tutela delle acque che vede come capofila il Comune di Altidona. Tutto è iniziato con un incontro, la sera di martedì 7 giugno 2016 alla sala “Lussu” di Marina di Altidona, cui hanno partecipato la vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini, i funzionari del Servizio Agricoltura della Regione Marche e rappresentanti di associazioni di categoria oltre ai rappresentanti di 13 Comuni della valle dell’Aso, 10 della Provincia di Fermo e 3 di quella di Ascoli, (Altidona, Pedaso, Campofilone, Lapedona, Montefiore dell’Aso, Moresco, Monterubbiano, Petritoli, Casassai, Monte Vidon Combatte, Ortezzano, Monte Rinaldo, Montalto delle Marche) che hanno sottoscritto a principio del 2016 il manifesto d’intenti per arrivare alla realizzazione del Contratto di Fiume.
E’ strettamente collegato, quindi, al manifesto d’intenti per il Contratto di Fiume relativo al corso dell’Aso in quanto il comitato promotore è lo stesso così come l’ente capofila (Comune di Altidona). Sono gli stessi anche i 13 comuni coinvolti.
“Quest’ultimo è un processo di programmazione strategica volto a perseguire lo sviluppo locale e idrogeologico, che si declina diversamente a seconda del corso d’acqua in questione: in questo caso è il corso del fiume Aso” hanno spiegato Enrico Lanciotti e Giuliana Porrà, sindaco e vicesindaco dell’ente capofila. Il punto di partenza è stato integrare amministratori comunali, agricoltori, associazioni di categoria in un processo indirizzato ad affrontare problematiche ambientali attraverso interventi in grado di affrontare le criticità in maniera coordinata. Il secondo passo è stato condividere la linea di approccio ad un bando che porti a definire azioni coordinate a tutela dei corpi idrici superficiali e profondi attraverso l’utilizzo di tecniche di produzione a basso impatto.
Per quanto riguarda il contratto di fiume, si è partiti, quindi, dall’analisi del rischio idrogeologico fatta volontariamente da alcuni geologi, che hanno percorso l’Aso dalla foce, tra Pedaso e Altidona, alla diga di Villa Pera, individuando i punti di attraversamento, le varie anse del fiume, le criticità e compilando schede preliminari. Sono state stilate anche proposte di intervento, alcune delle quali strutturali, cioè relative agli abitati; altre sono di tipo ambientale e naturalistico.
“Grazie al Comitato promotore del contratto di fiume della bassa e media Valle dell’Aso, costituito da 13 Comuni e che vede come capofila il Comune di Altidona – ha spiegato ancora il sindaco Enrico Lanciotti – abbiamo voluto realizzare un progetto di Accordo Agroambientale d’Area per la tutela delle acque per aumentare il coinvolgimento degli agricoltori e, quindi, accrescere gli effetti di tutela derivanti da una diffusa applicazione delle tecniche a basso impatto ambientale. Con l’adesione all’Accordo – ha concluso il sindaco di Altidona, Lanciotti – si avrà la possibilità di finanziare agli agricoltori una serie di misure collettive specifiche quali formazione, informazione, sostegno a progetti pilota innovativi, azioni mirate alla mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e Misure individuali legate alla coltivazione Biologica e Integrata con particolare attenzione alla Produzione integrata Avanzata”.
Per questo, la conferenza in programma venerdì 7 aprile presso la sala Lussu di Marina di Altidona, servirà a presentare l’Accordo Agroambientale d’Area per la Tutela delle Acque della Media e Bassa Valle dell’Aso, recentemente approvato dalla Regione Marche. L’accordo coinvolge 110 agricoltori, le Associazioni di Categoria e 13 comuni della media e bassa valle dell’Aso, oltre agli altri portatori di interesse che hanno aderito al Contratto di Fiume.


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