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Cosa è e cosa comporta l’Accordo Agroambientale d’Area della Valdaso

VALDASO - Il progetto è stato anche presentato a Roma ad un tavolo tematico (tavolo 2) organizzato dalla Rete Rurale Nazionale. Punta alla sostenibilità ambientale e alla diminuzione dell'uso dei pesticidi
venerdì 7 aprile 2017 - Ore 14:49
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di Alessandro Giacopetti

Come già anticipato nei giorni scorsi da Cronache Fermane, è stato approvato dalla Regione Marche l’Accordo Agroambientale d’Area della media e bassa Valdaso, a seguito di un bando cui hanno partecipato 3 progetti. Quello con capofila il Comune di Altidona è giunto primo. Il bando è stato emesso dal Servizio ambiente e agricoltura nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Obiettivo: aggregare attorno alla problematica della tutela ambientale ed in particolare della tutela delle acque un gruppo di soggetti pubblici e privati nell’ambito di un progetto condiviso su scala territoriale. Si tratta di impegni concreti sottoscritti volontariamente in cambio di fondi, da circa 110 agricoltori di un territorio che va dalla costa all’entroterra, comprendendo Altidona, Campofilone, Carassai, Fermo, Force, Lapedona, Montalto delle Marche, Monte Rinaldo, Monte Vidon Combatte, Montedinove, Montefiore dell’Aso, Montelparo, Monterubbiano, Montottone, Moresco, Ortezzano, Pedaso, Petritoli, Rotella, coprendo circa 9000 dei 16000 ettari coltivati in totale.
Chi ha aderito dovrà usare tecniche di produzione a basso impatto ambientale per la coltivazione di olivi, viti, frutteti; applicare il metodo della confusione sessuale per pesco, melo, pero, susino, albicocco e metodo di agricoltura biologica.
Nella presentazione svolta oggi alla sala Joyce Lussu a Marina di Altidona, è stato spiegato che sebbene possa accadere che un produttore applichi queste metodologie e quello accanto non le applichi, l’efficacia dell’intervento è dato dalla grande adesione che si è avuta. All’interno di un percorso che durerà 5 anni verranno ridotte le sostanze chimiche di sintesi e i fertilizzanti per tutelare le acque e l’ambiente in generale.
Era partito circa 7 anni fa quando il Fermano era compreso nella Provincia di Ascoli Piceno, poi dopo la scissione, l’iter amministrativo si era fermato. Il bando è finanziato con 3 milioni 470 mila euro suddivisi in varie misure, alcune rivolte solo agli agricoltori, ad esempio: la produzione integrata per la tutela delle acque, contributi per la conversione a (o per il mantenimento di) metodi di produzione biologica, sostegno a progetti per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi, tecnologie. Favorita anche la formazione professionale degli imprenditori agricoli e di quanti operino nelle aree rurali.
Gli agricoltori stanno già ricevendo i fondi e i controlli della regione per il rispetto della riduzione dei prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura. Questa mattina alla sala Lussu era presente una rappresentanza dei 110 agricoltori coinvolti, oltre ad alcuni sindaci (Altidona, Campofilone, Moresco, Pedaso, Petritoli).

“Oltre al contratto di fiume stiamo andando avanti con il contratto di costa – ha detto Enrico Lanciotti di Altidona ricordando – il lungo percorso partito con il contratto di fiume e con la firma del 29 febbraio del manifesto di intenti che coinvolge 13 comuni e altri partner interessati oltre ai GAL Fermano e Piceno e Legambiente”.

“Sono stati gli stessi agricoltori a stimolarci a riprendere il progetto dell’Accordo Agroambientale d’Area – ha detto Giuliana Porrà, vicesindaco di Altidona chiarendo che – al momento è l’unico in Italia che abbia una cabina di regia pubblico-privato. E la cabina di regia è composta dai Comuni di Altidona, Monte Vidon Combatte e Montalto delle Marche. Uno dei tavoli attivati è quello relativo all’agricoltura mentre uno dei compiti del soggetto capofila è attivare processi partecipativi per chi volesse entrare nell’accordo.
Oltre a puntare a riunire soggetti pubblici e privati, in questo caso l’obiettivo è la tutela delle acque del fiume Aso, applicando un approccio condiviso e mettendo in campo azioni che rispettino un disciplinare. Nell’arco dei prossimi 5 anni l’accordo andrà monitorato con controlli sui singoli soggetti e sui singoli agricoltori.
Sempre alla sala Lussu di Marina di Altidona, nel pomeriggio di venerdì 21 aprile si terrà un workshop per spiegare l’accordo. Poi diverrà itinerante in tutta la Valdaso”.


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