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Interrogativi sul futuro di centinaia di terremotati, Unioncamping: “I contratti vanno firmati da ambo due le parti”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'associazione La Terra Trema noi no: "Non sono stati comunicati i criteri in base ai quali si sceglierà chi deve essere spostato e chi no e questo crea una ‘guerra tra poveri’, disparità di trattamento e tensioni tra gli sfollati"
lunedì 10 aprile 2017 - Ore 18:25
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di Maikol Di Stefano

“A dieci giorni dalla scadenza dei termini del contratto di ospitalità per gli sfollati, centinaia di persone sono in ansia perché non sanno ancora dove dovranno andare, l’azione di mediazione dell’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni è fallita”. Tornano alla carica gli sfollati marchigiani ospitati nelle strutture ricettiva della costa fermana. A ben poco sembra essere servito l’incontro organizzato con Pieroni sabato mattina all’Holiday di Porto Sant’Elpidio, a dirlo sono gli stessi membri del comitato “La terra trema noi no”.

NULLA DI FATTO DOPO L’INCONTRO

Rappresentanti del Comitato che aggiungono: “Non sono stati comunicati i criteri in base ai quali si sceglierà chi deve essere spostato e chi no e questo crea una ‘guerra tra poveri’, disparità di trattamento e tensioni tra gli sfollati. L’assessore Pieroni, pur essendo consapevole che le Sae (strutture abitative di emergenza, casette in legno), non sarebbero state pronte ad aprile aveva garantito agli albergatori che entro il 30 aprile le strutture sarebbero state libere da noi “sfollati’, ma nel corso dell’ultimo incontro all’Holiday, non è stato fatto nessun nome malgrado più volte richiesto dalle persone presenti. L’unica cosa certa è che è stato scaricato sui sindaci il difficile compito di decidere delle sorti dei loro concittadini, perché chi prima crea i problemi mettendosi nell’incapacità di risolverli demanda la loro soluzione ad altri, gioco che la politica sta facendo un po’ troppo spesso nella gestione di questa emergenza”.

Un passarsi la ‘palla’ è quello che secondo gli ospiti della struttura, la giunta regionale guidata da Ceriscioli, sta facendo con la situazione della gestione degli alloggi. “Affermare, come ha fatto l’assessore Pieroni, che c’è chi sta creando inutili conflitti per visibilità personale, è la classica scappatoia di chi nel torto non sa cosa dire e come suggerisce il detto ‘la miglior difesa è l’attacco’, si rivolge contro semplici cittadini che hanno perso tutto e stanno solo cercando di far valere i diritti inviolabili dell’essere umano. Si evidenzia disparità di trattamento anche tra gli albergatori, tra coloro che hanno deciso di tenere gli sfollati e chi no. Se esiste questa situazione ci sono precise responsabilità politiche, a partire dai ritardi per le Sae, l’incapacità di dare risposte alle aspettative di albergatori e sfollati, conciliando le diverse esigenze”.

LE ACCUSE

Una responsabilità rivolta solo ed esclusivamente alla Regione Marche, rea, secondo il Comitato non solo di essere in forte ritardo con la ricostruzione, anche se il comitato non rinuncia anche a qualche frecciata verso gli albergatori. “Ci sono strutture che in inverno normalmente sono chiuse hanno trovato presenze e reddito anche per i mesi invernali e nonostante abbiano triplicato il loro reddito, non vogliono più tenere gli sfollati. E’ evidente la contraddizione tra il fatto che si denunciano perdite economiche da parte di località turistiche blasonate per calo di presenze turistiche e poi si difendono le ‘prenotazioni’ di alcune strutture a Porto Sant’Elpidio, il quale starebbe vivendo un particolare boom turistico, quando nel resto delle Marche ci si lamenta perché il turismo è in calo. Tutto questo ora si scarica su chi non ha più una casa, costretto a subire danni psicologici che neanche il terremoto ha fatto, senza la certezza di un posto dove stare. – proseguono nel proprio discorso i membri del comitato – Le persone che dormono al caldo delle loro belle case, non sanno cosa significa non avere più certezze, vedere i sacrifici di una vita distrutti in pochi secondi, ritrovarsi ogni giorno a pensare cosa sarà di noi, tra le mille preoccupazioni che ogni giorno assalgono la nostra mente, dobbiamo anche preoccuparci di che fine faremo. La verità è che dall’incontro con Pieroni non sono uscite soluzioni, se non dover ancora aspettare che vengano dati i nomi delle strutture ospitanti e criteri scritti con i quali si determina chi ha diritto a rimanere dove si trova. Ci si è posti il problema dei danni psicologici che si arrecano a chi contro la propria volontà sarà costretto a spostarsi? Non era molto più semplice far rispettare un contratto e dare un po’ di tranquillità e serenità a chi in questo momento non ne ha? Eppure nell’incontro avuto il 23 marzo con alcuni membri del nostro comitato le affermazioni dell’assessore Pieroni sono state ben altre”.

LA REPLICA DI UNIONCAMPING

Un attacco a 360° che però non va giù a Tony Montevidoni, presidente Unioncamping che sulla questione dice la sua. “Bisogna fare chiarezza su alcune cose, la prima è che i contratti di cui si parla noi come strutture (Holiday, Mimose, Risacca ndr) non li abbiamo firmati e rinnovati. Non è vero che c’è un obbligo da parte nostra, altrimenti la regione Marche non avrebbe avuto bisogno del nostro consenso. I contratti vanno firmati da ambo due le parti, non solo da chi li propone. Inoltre è vero che queste realtà turistiche sono state aperte in inverno, ma io chiedo a questi signori dove hanno presi i dati dei fatturati ‘triplicati’? Anche perché stando chiuse, queste strutture hanno i fatturati a zero. – prosegue Montevidoni – Farci passare come strutture che si sono arricchite è una cosa che non esiste. Parliamo di contributi giornalieri pari a 36 euro a persona per una pensione completa. Significa dare un alloggio, tre pasti, più la corrente elettrica, riscaldamenti e quant’altro. Inoltre parliamo di accordi arrivati da una convezione firmata e che molti altre realtà alberghiere, non hanno neanche voluto siglare. Poi sulla questione prenotazioni; parliamo di tre strutture decennali che hanno fidelizzato la propria clientela. Lì le abbiamo sempre avute, addirittura parliamo di prenotazioni che vanno di anno in anno, non si sorprendano quindi e non usino tale realtà turistica strumentalizzandola. Sono camping che hanno oltre alla prenotazione singola della famiglia che contatta la struttura, anche quelle che derivano dai contratti con agenzie e tour operator. Un boom che a Porto Sant’Elpidio è normale perché ci sono eventi sportivi, come la Granfondo ed il Triathlon, che muovono bacini d’utenza enormi. Noi con queste persone ci siamo da mesi, c’è un lato umano che viviamo e che ci tocca. Proprio per questo ci siamo mossi, trovando alternative di alloggi tanto che mercoledì ci sarà un incontro in Regione dove saranno presenti i sindaci delle comunità, ma allo stesso tempo gli ospiti devono capire che questi campeggi sono stati riempiti in ogni ordine di posto e per loro, oggi, tenere tutti quanti significherebbe togliersi dal mercato il che porterebbe ad un forte danno sia per la struttura che per tutto il territorio”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1

    Chi pagherà le conseguenze di questo rimbalzo di palle e balle saranno sempre i poveri terremotati.
    Siete penosi!!!
    Manco una simile tragedia e pur vicina vi tocca.

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