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25 aprile, l’Officina Trenino festeggia
i suoi 4 anni con un pranzo sociale

PORTO SAN GIORGIO - Il 28 aprile, invece, alle 21,30, i Teatri della Viscosa presentano Criucc'. E' lo spettacolo teatrale che racconta con ironia e poesia la vicenda dei treni della felicità
sabato 22 aprile 2017 - Ore 18:05
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“Da 4 anni il 25 aprile a Porto San Giorgio è anche il compleanno dell’ Officina Trenino: 4 anni di autogestione, iniziative dal basso e resistenza. Il centro sociale autogestito Officina Trenino nasce nel 2013 in risposta al degrado e all’incuria di una parte dell’ex Dlf di Porto San Giorgio in viale della Vittoria 211. All’interno dello spazio – rimarcano dall’Officina Trenino – si pratica l’autogestione, tutte le attività sono autofinanziate e lo spazio sociale è aperto a tutti, non sono tollerati in nessun modo atteggiamenti sessisti, omofobi e razzisti che invece sembrano essere all’ordine del giorno in questo momento storico. Il nostro compleanno lo festeggiamo, come accade da un po’, con un pranzo sociale. Il 28 aprile, alle 21,30, i Teatri della Viscosa presentano Criucc’. E’ lo spettacolo teatrale che racconta con ironia e poesia la vicenda dei treni della felicità, una pagina dell’Italia nel secondo dopoguerra. Protagoniste le donne della nascente Udi e centomila fanciulli che trovarono una possibilità di vita grazie alla solidarietà che si innescò in tutta Italia. Un’esperienza umana, un incontro, un viaggio in cui trovarsi e riconoscersi. Tra le prime donne protagoniste Teresa Noce, operaia, partigiana, comunista e membro della costituente. Nel suo piccolo ufficio di Milano, chiamato della “stufa rossa”, cominciò la storia dei treni della speranza, o della felicità, come vennero definiti dal sindaco di Modena, una complessa organizzazione sostenuta dalle Anpi di tutta Italia, dalle amministrazioni locali e singoli cittadini e comitati.

 

Così fu, che dal 1946 al 1952 vennero ospitati e salvati, dalla fame e dai lunghi inverni, più di 100 mila fanciulli tra i 3 e i 12 anni, permettendo loro di avere una speranza, una possibilità. La trasposizione teatrale di questa bellissima storia nasce dalla voglia e volontà di raccontare un’ esperienza collettiva, una vicenda che parla del superamento dei pregiudizi e delle discriminazioni, attraverso la solidarietà umana, scaturita non per obblighi di partito o di religione, ma semplicemente perché lì, dove c’è una crisi, l’unica possibilità è il sostegno reciproco. Il testo è inedito e le musiche composte appositamente per lo spettacolo. http://www.teatridellaviscosa.com/”


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