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Postacchini e le demenze: “L’importanza di affiancare pazienti e familiari”

FERMO - Sabato mattina al Teatro Nuovo di Capodarco il convegno “Prendersi cura della persona con demenza ad esordio tardivo: conoscenze, approcci ed esperienze”
giovedì 4 maggio 2017 - Ore 17:05
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di Andrea Braconi

Al convegno “Prendersi cura della persona con demenza ad esordio tardivo: conoscenze, approcci ed esperienze”, organizzato dall’Agenzia Res (settore formazione della cooperativa sociale NuovaRicerca.AgenziaRes) ed in programma sabato 6 maggio al Teatro Nuovo di Capodarco a partire dalle ore 9, interverrà anche il dottor Demetrio Postacchini dell’INRCA di Fermo, con una relazione sugli interventi psicosociali sul caregiver e sulla persona affetta da demenza.

“Le nostre attività – dichiara Postacchini a Cronachefermane.it – si dividono in due tipologie: quelle rivolte al caregiver, che riducono lo stress dello stesso e aumentano la formazione assistenziale; quelle rivolte al paziente, che rallentano il decadimento cognitivo, mantengono a lungo le funzioni residue, agiscono sulle turbe comportamentali e tono dell’umore e indirettamente aiutano al caregiver”.

Postacchini spiega come il protocollo siglato ad inizio anno dall’INRCA con l’Area Vasta 4 di Fermo (leggi l’articolo) abbia permesso di sviluppare una modalità unica nelle Marche, che si sostanzia nel Centro Disturbi Cognitivi e Demenze con sede a Montegranaro e diretta dal Primario di Neurologia Mario Signorino. “In questa Area Vasta – prosegue Postacchini – abbiamo creato l’integrazione per far sì che il distretto possa gestire le due attività, proiettandole verso il territorio. Il piano regionale sulle demenze prevede diagnosi e cura che proseguano verso la domiciliarità, verso la casa di riposo ed altro, quindi, non solo un’attività ambulatoriale e ospedaliera. Nell’Area Vasta 4 c’è questa peculiarità di integrazione, che accanto all’attività di diagnostica e di terapia farmacologica prevede quella di tipo psicosociale. Ed è questa la vera novità: bisogna rivolgersi verso chi si prende cura del paziente, generalmente il familiare, e anche nei confronti dello stesso paziente, con attività terapeutiche di mantenimento delle riserve cognitive o altro”.

Quindi formazione ed informazione del caregiver diventano assi imprescindibili, così come il rapporto con una realtà come l’AFMA (Associazione Familiari Malati Alzheimer). “Sono gli stessi esperti dell’associazione che trasmettono la loro esperienza per aiutare nuovi caregiver, anche con risorse umane proprie”.

“Noi le attività psicosociali sul caregiver le abbiamo già avviate da tempo – rimarca ancora Postacchini – come nel 2007 con la scuola di formazione per badanti e poi oggi con la formazione continua del caregiver, che ha un’utilità enorme e che permette di dare tranquillità nella gestione casalinga del paziente. Da progetto è diventato un percorso assistenziale, che sarebbe bello applicare in tutti gli ospedali perché oggi di questo la sanità ha bisogno: dare continuità e sicurezza nelle malattie croniche. Alla malattia acuta pensa il medico e l’ospedale, qui invece dobbiamo approcciare la cronicità che si è allungata e non è più quella di una volta, che ti dava una spettanza estremamente breve”.

Il dottor Postacchini torna sulle attività psicosociali per il paziente demente. “Si rivolgono a pazienti con demenza moderata o lieve e sono tantissime: il più grande successo è quello di realizzarle in maniera combinata, dal training riabilitativo a quelle psicosensoriali. Sono attività che servirebbe implementare soprattutto nelle case di riposo, migliorando la qualità della vita della persona. Per far questo serve che il personale sia formato, per riuscire ad avere un rapporto speciale con quella persona, individuandone i problemi e rapportandosi in maniera specifica ed automatica”.

E per rendere ancora più chiaro il quadro degli interventi, Postacchini elenca in maniera più dettagliata le caratteristiche delle rispettive tipologie di attività:

ATTIVITÀ PSICOSOCIALI RIVOLTE AL CAREGIVER

(per ridurre il Burden e la istituzionalizzazione e facilitare l’assistenza)

Il supporto ai familiari impegnati nell’assistenza avviene comunemente con i seguenti interventi:

– Incontri informativi e formativi (conoscere la malattia, sapere come si evolve e come possono essere affrontati i diversi problemi che si presentano)

– Gruppo di sostegno AMA scambiarsi esperienze ed emozioni e per aiutarsi reciprocamente con idee pratiche per affrontare il duro compito dell’assistenza

– Consulenza (consulling telefonico,supporto psicologico, psicoterapia individuale e familiare: efficace per sollevare il morale e ridurre lo stress)

– Sollievo (interventi di presa in carico temporanea del paziente)

– Caffè Alzheimer

– Tutoring Domiciliari

– Teleassistenza

– Tecnologie domiciliari, nelle residenze protette e case di riposo (sensori per il monitoraggio e sicurezza domiciliare e la facilitazione delle attività di sostegno)

ATTIVITÀ PSICOSOCIALI RIVOLTE AL PAZIENTE

(che indirettamente migliorano la qualità della vita al caregiver)

1. Riabilitazione cognitiva

2. Terapia di stimolazione cognitiva (ROT – Validation Terapy – Reminescenza)

3. Training cognitivo (funzioni cognitive specifiche quali memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive)

4. Terapia occupazionale

5. Terapia fisica e attività motoria

6. Tecnologia assistita and friendly dementia tecnology

7. Musicoterapia

8. Attività di mediazione artistica

9. Stimolazione multisensiorale (aromoterapia,snoezelen terapy, Ligth terapy, Terapia assistiva con gli animali, Doll terapy)

10. Massage e Touch Terapy

All’incontro di sabato mattina parteciperanno Stefano Ranieri, responsabile di Agenzia Res (che illustrerà un’indagine epidemiologica svolta nel territorio dell’Area Vasta 4); la dottoressa Elena Bortolomiol (che presenterà soluzioni protesiche per l’anziano e la famiglia relative al metodo Gentlecare), la dottoressa Cinzia Siviero (che illustrerà l’approccio ai pazienti con demenza ad esordio tardivo secondo il metodo Validation).

Nella seconda parte è prevista una tavola rotonda con Vincenzo Cestarelli (presidente dell’AFMA Fermo), Filippo Masera (segretario della Fondazione Masera), Fabiola Pacassoni (responsabile del centro diurno “Margherita” di Fano), Alessandro Ranieri (coordinatore dell’Ambito Sociale XIX); Vincenzo Rea (direttore del Distretto Sanitario Unico Area Vasta 4 di Fermo) e Mario Signorino (primario di Neurologia dell’Ospedale “Murri” di Fermo).


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