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Variante area ex Sicem, gli interrogativi dell’opposizione

PEDASO - I consiglieri di minoranza Giuseppe Galasso e Maria Grazia D'Angelo: "Il Sindaco parla di struttura d’eccellenza quando non si sa che tipo di struttura sarà e quale sarà la finalità"
venerdì 5 maggio 2017 - Ore 15:01
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I consiglieri di minoranza di Pedaso Giuseppe Galasso e Maria Grazia D’Angelo puntano il dito contro le scelte del primo cittadino Barbara Toce. Sindaco che per Galasso e D’Angolo: ” travisa le osservazioni dei consiglieri di minoranza per strumentalizzarle e gettare fumo negli occhi dei cittadini. Del tutto inconsistenti e fuori luogo sono quindi le offese rivolte dal Sindaco ai Consiglieri di minoranza al solo fine di ottenere consensi elettorali”.

Minoranza che accusa di Toce di aver fatto: “Confusione e forse non rammenta che il governo e l’amministrazione del paese è di competenza del Sindaco e della sua giunta e spetta a questi ultimi fare e non alla minoranza la quale non può essere incapace ad amministrare poiché non amministra. La minoranza può solo opporsi, come ha sempre fatto, nonostante durante questi anni il Sindaco ha ostacolato in tutti i modi il diritto di espressione dei consiglieri di minoranza convocando i consigli comunali prevalentemente nelle ore pomeridiane lasciando inascoltate le continue e insistenti richieste degli stessi di posticipare il consiglio alle ore 21, alle scellerate scelte dell’amministrazione, cosi come ha sempre fatto verso le delibere assunte dal Sindaco e dalla maggioranza. In questi quattro anni l’amministrazione nulla ha fatto per l’interesse del paese e della cittadinanza tutta e siamo noi a sorprenderci della sua ricandidatura”.

Entrando nel merito della variante spiegano: “I consiglieri di minoranza hanno ben capito l’importanza della variante ed è per questo che in un documento allegato al verbale della seduta del consiglio comunale, pur ritenendo condivisibile l’acquisizione di un’area da destinare a strutture scolastiche, hanno evidenziato l’inopportunità di adottare tale variante a ridosso del rinnovo del consiglio comunale. Gli stessi consiglieri hanno esternato perplessità sulla logica che spinge l’attuale Sindaco e l’attuale amministrazione a vincolare la futura amministrazione ( che potrebbe anche essere guidata da lei unitamente ad altri consiglieri e diversi consiglieri) a scelte politiche che andrebbero condivise e meglio esaminate. Il Sindaco parla di struttura d’eccellenza quando non si sa che tipo di struttura sarà e quale sarà la finalità. Ancora fumo negli occhi come ha sempre fatto in questi cinque anni caratterizzati dalla totale approssimazione e confusione nella gestione della cosa pubblica di chi doveva amministrare e quindi fare e nulla ha fatto. Oggi il Sindaco per giustificare tale scelta vuol far credere che sia stati necessari cinque anni per chiedere l’autorizzazione alla società autostrade. L’area che si vuole acquisire al patrimonio del Comune, fu già oggetto di una convenzione con il Fallimento Sicem, proprietario di detta area, e l’allora amministrazione comunale. Se il Fallimento Sicem aveva già concesso l’area da destinare a scuola con la convezione del 2005, di cui non conosciamo nello specifico il contenuto, perché la necessità di adottare un variante di piano concedendo al privato un cambio di destinazione d’uso per i suoi obiettivi a fronte di una cessione che già era stata concordata? Quale l’urgenza di intervenire adesso a circa un mese dal rinnovo del consiglio ?
Vista comunque la volontà del privato per quale motivo iniziare oggi un procedimento che comunque si svilupperà nella quasi totalità dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Si sarebbe potuto rinviare successivamente e dare la possibilità alla nuova amministrazione di valutare meglio e assumere direttamente gli obblighi con il privato e non dover agire in seguito a decisioni prese ed ereditate da altri E’ da rilevare, inoltre, che si procede all’adozione di una variante che prevede l’ampliamento della zona destinata a servizi sanitari senza conoscere la destinazione finale in termini di servizi, correndo il rischio di andare ad inserire in un tessuto urbano che già necessita di maggior regolamentazione e attenzione una struttura di cui ad oggi non si conosce la tipologia e la finalità”.

 


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