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Calcinaro torna sulla Casina delle Rose: “Città stanca dalle non scelte”

FERMO - Calcinaro: "Rimanere senza scelte, che non saranno mai quelle perfette o indolori, significherebbe però condannare Fermo a (tentare di) galleggiare"
domenica 7 maggio 2017 - Ore 15:17
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“Con un grande rispetto leggo di opinioni avverse sul tema della alienazione della Casina delle Rose: opinioni che rispetto, soprattutto quando, invece di enunciare dei secchi ‘no’ senza fornire alternative costruttive o fornendone di fantasiose ed astratte, cercano di dare una via alternativa.  Tuttavia, anche per valutare oggettivamente i percorsi proposti credo che qualche dato in più sulla situazione della Casina delle Rose serva a chiarire la difficile situazione attuale dello stabile”. Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro torna sulla vicenda Casina delle Rose dopo le dichiarazioni di ieri (leggi l’articolo).

Calcinaro che spiega: “Quando si parla di bando di gestione con ristrutturazione dell’edificio è bene ricordare a tutti quanti che ben due bandi furono tentati negli anni 2013 e 2014. Risultato? Nemmeno una singola manifestazione di interesse da parte dei privati ed il perché rimane ovvio: chi si prenderebbe l’onere di una ristrutturazione milionaria (perché per riqualificare veramente il bene si parla di un alto investimento) per avere poi come prospettiva la restituzione all’Ente dell’immobile decorsa qualche decina di anni? Nessuno, come già dimostrano le due ricerche fatte con i bandi elencati. E allora il problema di Fermo è anche questo: quello di prendere sempre tempo, di non compiere quelle scelte che invece possono dare chances alla Città, di temporeggiare non immaginando che la realtà poi ti lascia indietro.  La ‘nostra’ Casina: quanto la sentiamo nostra in quelle condizioni? Pensiamo di poter sottrarre risorse alle tante esigenze della Città per un investimento pubblico sull’immobile? Parliamo di fondi europei senza saperne tempo, esito, possibilità o quantità?  Non c’è motivo di ‘cassa’ che, anche se non in cifre astronomiche destinate alle tante irrisolte fragilità di quartieri ed infrastrutture, è stata garantita dalla alienazione del 49% di Solgas (altra vendita che aveva fatto ergere i soliti ‘no’ ma che poi si è dimostrata strategica, importante ed indolore per la Città): c’è un motivo più importante, il rilancio di una Città che è stanca, e fiaccata, dalle ‘non scelte’.  Dare una prospettiva turistica a Fermo (anche con le nuove strutture espositive e museali che stiamo realizzando), capire che questo può portare economia nella Città specie verso chi si affaccia ora verso un durissimo mondo del lavoro, capire che una interazione con il privato oggi – con un Pubblico che ha limiti di risorse notevoli rispetto alla passata “età dell’Oro” della spesa pubblica – può essere una risorsa per Fermo (guardiamo la fondamentale operazione portata avanti da Enrico Bracalente sulla nostra Città) e per il suo sviluppo e futuro. Rimanere senza scelte, che non saranno mai quelle perfette o indolori, significherebbe però condannare Fermo a (tentare di) galleggiare: e questo, amministrando questa stupenda ma affannata Città, non ce lo si può più permettere”.


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