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Distretto del Cappello: le richieste degli imprenditori alla Regione

MASSA FERMANA - Contributi per la partecipazione alle fiere, sostegno all'internazionalizzazione per le piccole imprese familiari e più accessibilità ai bandi sono alcune delle richieste emerse
martedì 16 maggio 2017 - Ore 12:00
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di Alessandro Giacopetti

Si è svolto ieri tra il Museo del Cappello di Montappone e la sala consiliare del Comune di Massa Fermana l’incontro tra tre componenti della Giunta Regionale Marche e gli imprenditori del distretto del Cappello fermano. Dopo la visita al museo e l’arrivo a Massa Fermana, gli assessori della Regione Marche Manuela Bora, Loretta Bravi e Fabrizio Cesetti, hanno spiegato i motivi dell’incontro. Dopo di loro sono intervenuti i sindaci di Massa Fermana, Gilberto Caraceni, Montappone Mauro Ferranti e Falerone Armando Altini. Quindi la parola è passata agli imprenditori locali che hanno esposto i loro punti di vista sulle problematiche del settore, soprattutto relative alle imminenti fiere nazionali e internazionali, alla difficoltà dei collegamenti viari, ferroviari e aerei con l’estero, alla necessità di trovare nuovi mercati, e quella di formare manodopera specializzata per il ricambio generazionale, oltre alla impossibilità ad accedere a bandi regionali che sono pensati per aziende più grandi di quelle presenti nel distretto.
Paolo Marzialetti, presidente nazionale Settore Cappello e vicepresidente Terrilivari, nonché imprenditore montapponese, ha spiegato che “noi qui diamo lavoro a 1700 persone circa, e abbiamo la fortuna di avere un distretto basato su aziende piccole che si tengono in piedi nonostante tutto basandosi sulla loro artigianalità e sulla tradizione. Il discorso del marchio era quasi stato abbandonato anni fa mentre ora è tornato di attualità ed è stato abbinato a Marche Eccellenza Artigiana. Quello che presentiamo oggi, quindi, è un marchio territoriale, non commerciale, che potrà essere veicolato dalla Regione. Numerosi imprenditori presenti oggi qui – ha aggiunto Paolo Marzialetti – partecipano alle fiere e sarà importante sapere come rilanciarne la partecipazione. Molte aziende fanno l’alternanza scuola-lavoro da 12 anni, accogliendo gli studenti, e ora sta proseguendo il secondo corso della Fabbrica Pilota del Cappello, con sede a Montappone per ottenere la qualifica di Cappellaio. Più recentemente si sono aggiunti anche quelli delle società di somministrazione di lavoro (ex lavoro interinale), utilizzando esclusivamente risorse private e non pubbliche tenuti a Massa Fermana, che hanno mostrato un grande interesse per l’attività di formazione nel Distretto del Cappello”.

“Questo è un distretto che vive sul commercio con l’estero – ha spiegato l’imprenditore Ferruccio Vecchi – e siamo proiettati su marcati sia europei che lontani come America, Asia, Giappone, Estremo Oriente. Siamo in una fase di limbo sia per quanto riguarda la situazione del futuro della Camera di Commercio, sia per quanto riguarda la partecipazione alle fiere: a circa un mese dall’inizio delle principali manifestazioni, infatti, non sappiamo il programma di intervento da parte della Regione Marche. Noi comunque l’iscrizione l’abbiamo fatta pagandone la relativa quota di iscrizione, senza sapere se poi ci sarà un intervento su questo. Siamo abbastanza bravi sia a fare i prodotti sia a venderli nonostante tutto. La viabilità della zona, però, è un problema che rende difficile portare i clienti dal Giappone o dagli USA qui nelle aziende. Ricordo – ha proseguito Ferruccio Vecchi – che l’aeroporto di Ancona-Falconara non ha un volo diretto per Milano. Quindi un imprenditore deve usare il proprio mezzo e fare 5 ore all’andata e altrettante al ritorno per arrivarci, visto che anche i collegamenti ferroviari sono scarsi. Questi sono i problemi pratici con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. Direi che il distretto è formato da aziende piccole e piccolissime con 5, 8, 10, persone. Solo due o tre arrivano a 30 elementi. Queste hanno difficoltà a partecipare ai bandi perché sono pensati per aziende molto più grandi, quindi servono bandi per l’internazionalizzazione che siano più accessibili e più a misura del nostro distretto”.

“Le fiere costano e i bandi per internazionalizzazione e formazione sono poco accessibili dalle piccole imprese, che quindi non possono accedervi – ha sintetizzato Attilio Sorbatti, titolare dell’omonima azienda del cappello – quindi le aziende si dovrebbero necessariamente mettere insieme, ma per farlo bisogna rivolgersi a servizi esterni che devono essere pagati, senza sapere se poi l’esito del bando sarà positivo. Questo spinge le aziende delle nostre dimensioni a rinunciarvi a priori. E chi non partecipa ha difficoltà a trovare nuovi mercati restando poco competitivo. Con la situazione attuale dei tagli ai Comuni e del futuro delle Camere di Commercio, l’unico interlocutore rimasto è la Regione Marche, che speriamo contribuirà a finanziare la partecipazione alle fiere”.


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