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Si può sopravvivere alla mafia?
Ecco l’esperienza di Enza Rando

FERMO - Essere madri e figli in terre di mafia: su questo delicato tema si è svolto il pomeriggio di riflessione ed impegno organizzato da Silvia Fasino, referente del presidio di Libera di Fermo, con Enza Rando, Vincenzo Ciotola e Paola Senesi
martedì 16 maggio 2017 - Ore 16:09
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Silvia Fasino

“Essere madri e figli in terre di mafia: su questo delicato tema – fanno sapere da Libera – si è svolto il pomeriggio di riflessione ed impegno organizzato da Silvia Fasino, referente del presidio di Libera di Fermo. L’incontro che si è svolto sabato 13 maggio presso l’aula magna dell’Itt Montani, ha visto come primo ospite l’ex dirigente scolastico del Montani Vincenzo Ciotola che nel corso della sua carriera ha lavorato anche a Scampìa, tristemente nota per le vicende di camorra. La scuola esercita un ruolo fondamentale nella lotta e nella prevenzione dei fenomeni malavitosi. Il professor Ciotola ne è stato testimone diretto; i ragazzi sanno scegliere la via del bene, ma non devono perdere la speranza. Devono studiare per crescere e operare positivamente nella società. La scuola in questo compito deve essere affiancata dalle famiglie, primo luogo di educazione al bene comune.
La conduttrice dell’incontro, Paola Senesi, referente regionale di Libera ha poi introdotto Enza Rando, avvocato e personaggio di spicco nella lotta alle mafie. Rando ha iniziato al sua carriera partecipando a processi contro Riina e Brusca e, proprio dall’interrogatorio a quest’ultimo, ha tratto ispirazione per il suo impegno come attivista di Libera, associazione di cui è al momento vicepresidente. Brusca le ha detto che non poteva non diventare mafioso in un famiglia che lo era da generazioni. La società allora deve impegnarsi per aiutare e sostenere i figli dei malavitosi in carcere, aiutare le mogli a ricostruirsi una vita “fuori”. Una assistita dalla avvocatessa, infatti vuole ricominciare una vita normale, ad esempio andare a teatro, cosa che non ha mai potuto fare. La stessa Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido dall’ex compagno, si raccomandò con la Rando affinché avessero fatto studiare la figlia Denise. Libera si sta occupando di queste donne e di questi figli che necessitano di accoglienza e supporto per poter dare una svolta alla loro esistenza, spesso già segnata alla nascita. La cultura è garanzia di scelta e di rifiuto di logiche criminali.
L’incontro è stato intervallato dagli interventi degli alunni della classe 3A della scuola media Fracassetti che con l’aiuto delle insegnanti Coccia, Onori e Pasqualini hanno eseguito una ballate popolari e letture tratte dal libro di Asta ‘Sola con te in un futuro aprile’ in cui racconta della tragica morte della madre e dei due fratellini. Grande sensibilità alla tematica hanno dimostrato nel loro intervento anche la dott.ssa Laura Lupi per la Provincia di Fermo e la presidente del Consiglio Comunale di Fermo, Lorena Massucci”.


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