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“Fermo e Ascoli, basta abusare della nostra pazienza”: sul ponte sull’Aso la Mircoli scrive alle due Province

MONTERUBBIANO - La dura lettera del sindaco indirizzata ai presidenti Moira Canigola e Paolo D'Erasmo
lunedì 22 maggio 2017 - Ore 12:05
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Quattro anni fa il crollo del ponte sul fiume Aso, in località Rubbianello. Oggi una lettera aperta da parte del sindaco Teresa Mircoli, indirizzata ai presidenti delle Province di Fermo ed Ascoli Piceno, per sbloccare una situazione insostenibile, per la città di Monterubbiano e per l’intera vallata dell’Aso.

A quasi quattro anni dal crollo di parte del ponte sul fiume Aso, reiteratosi per un’altra porzione nella primavera del 2016, essendo fin qui risultati vani gli interventi di competenza e le sollecitazioni verbali ed epistolari di questa Amministrazione ed essendo risultate ancor più vane le accorate richieste da parte della popolazione di Rubbianello di Monterubbiano – scrive la Mircoli – sono, ancora una volta, a richiamare l’attenzione degli Enti in indirizzo su un fenomeno sconcertante ed inquietante che sta strapazzando i diritti della nostra popolazione e le esigenze del nostro territorio.

Le non poche promesse fatte sul cronoprogramma della ricostruzione del ponte, le risposte evasive, ma soprattutto la vera e propria violenza delle non risposte vanno oltre i limiti della umana tollerabilità.

Fino a quando si abuserà della pazienza di una collettività legittimamente organizzata sul territorio della Repubblica Italiana quale è anche quella di Monterubbiano- Rubbianello?

Fino a quando la nostra gente dovrà subire, zitta ed umiliata, l’assurdo silenzio istituzionale che appare sottendere disinteresse nei confronti di chi ha lavorato sodo per costruire il proprio benessere e che ora se lo vede svanire nei meandri bui di una burocrazia senza fine, che sembra essersi impegnata nel passaggio del ‘cerino acceso da una mano all’altra’?

Fino a quando si dovrà sperare che un ponte, un semplice ponte, potrà finalmente ritrovare la sua giusta collocazione?

Fino a quando dovremo attendere che chi di dovere possa finalmente accorgersi che il fiume Aso sta andando incolpevolmente, per proprio conto, ad erodere le proprie sponde, ad invadere i terreni coltivati, creando oltre tutto pericolo agli edifici e prefigurabile danno alle persone?

Ce lo dicano con tranquillità, ma, cortesemente, senza ulteriore indugio”.


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