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Storie e memorie di Fermo sui social
con il progetto diStory (VIDEO)

FERMO - Un progetto per raccogliere storie su luoghi e persone importanti per la città, conservarne la memoria e promuoverne i contenuti mediante i social network a livello internazionale
martedì 23 maggio 2017 - Ore 13:26
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di Alessandro Giacopetti

Si chiama diStory (Digital stories os small historic towns) ed è un progetto europeo di cui fa parte anche la città di Fermo dal settembre 2016. Finanziato lo scorso anno nell’ambito di Europa Creativa raccoglie anche l’Urban Development Centre a Belgrado (Serbia), i musei cittadini a Radovijica (Slovenia) e l’associazione delle città storiche della Slovenia.

E’ stato Fabio Ragonese, dell’ufficio progetti speciali e fondi comunitari del Comune di Fermo a spiegare che l’obiettivo è sviluppare storie digitali che permettano a cittadini e turisti di fruire del patrimonio culturale e artistico della città anche di storie che possano essere veicolate tramite dispositivi digitali. Altro obiettivo è coinvolgere i visitatori e cittadini a co-creare storytelling che possano aggiungersi al patrimonio culturale della città, anche attraverso il coinvolgimento di scuole e associazioni di Fermo. Parliamo quindi di condivisione di materiale fotografico, video o epistolare per evidenziare storie, luoghi o personaggi della città che possano essere fruite da tutti.
La città di Fermo, – ha proseguito Ragonese – ospiterà un appuntamento a novembre 2017 dal titolo Living Lab sulla linea di quelli già svolti a Belgrado e a Skofia Loka nel quale verrà presentato il lavoro svolto. Altro passo da compiere sarà la raccolta di manifestazioni di interesse da parte di artisti e personaggi della città. Il progetto si concluderà a fine giugno 2018.
Basato sullo scambio di buone pratiche e conoscenze potrà essere propedeutico ad altri progetti più importanti. Ad esempio, la città di Fermo sta pensando ad un progetto con Sant’Arcangelo di Romagna sulla promozione di percorsi sotterranei, concretamente indirizzato alle cisterne romane. Il budget da gestire per diStory è 80 mila euro, co-finanziato al 60% dai fondi comunitari FESR per coprire spostamenti dello staff e finanziarne parte del lavoro, il restante 40% di cofinanziamento da parte del Comune non avviene cash ma attraverso il lavoro fatto dallo staff e quindi in base alle ore lavorate sul progetto”.

Francesco Trasatti, vicesindaco e assessore alla Cultura, precisa che “il progetto lega beni culturali e spazi pubblici alle storie di vita di quel bene e di quello spazio. Due esempi recenti sulla stessa linea sono; il documentario sul Parco della Rimembranza fatto da Laura Strappa con gli studenti del liceo classico; il video sulla ex-conceria a Girola, per spiegare che cosa era e cosa ha rappresentato. Quelli che rischiavano di essere bellissimi esperimenti isolati, in questo modo verranno agganciati ad un finanziamento per creare una mediateca della memoria e del racconto cittadino incentrata su luoghi quali ad esempio la piazza del Popolo, il duomo, Palazzo dei Priori, la biblioteca Spezioli. Importante – secondo Francesco Trasatti – coinvolgere associazioni e cittadini per arrivare a ottenere un piattaforma con storie sui culturali beni della città che possa restare anche in futuro per ulteriori implementazioni e percorsi. Entrerà a far parte degli itinerari turistici della città e che avrà la possibilità di avvicinare tutti alla storia di Fermo. Nella mediateca online, quindi, troveranno spazio sia i lavori fatti che quelli in progetto”.
“Mi auguro che questo lavoro come altri che stiamo portando avanti in alcuni quartieri della città – ha aggiunto l’assessore alle Politiche giovanili e Politiche comunitarie, Alberto Scarfini – possa emozionare i fermani e interessare i non fermani”.

La cooperativa Sistema Museo, che gestisce i Musei di Fermo è partner associato del progetto, per questo vi hanno partecipato sia l’operatrice museale Vissia Lucarelli che Andrea Braconi in qualità di storywriter del progetto.
“Con Vissia siamo stati coinvolti perché ritenuti competenti nell’ambito dei social network e per la capacità narrativa – ha detto Andrea Braconi spiegando che – siamo stati in Slovenia dal 4 al 7 aprile nella piccola cittadina di 5000 abitanti di Škofja Loka partecipando a 3 giorni di confronti e riflessioni sullo stato di avanzamento del progetto a livello finanziario e sulle modalità di lavoro al fine di comprendere quali erano i passi da fare. Oltre a raccontare Fermo potremmo porre la città come punto di riferimento del territorio, sia perché capoluogo sia nel campo campo culturale, artistico e storico, e ci sarà una collaborazione con la fototeca provinciale, che possiede un grande fondo di materiali. La piattaforma conterrà tutto ciò che raccoglieremo (video, foto e contenuti vari) e forse sarà anche collegata ad una app per smartphnones”.
Vissia Lucarelli, di Sistema Museo e Musei di Fermo ha spiegato che nei tre giorni a Škofja Loka in Slovenia “abbiamo prodotto un video su Fermo, chiedendo via social networks ai fermani di inviarci tutto ciò che potesse essere legato alla città. E la città ha risposto tanto che è arrivato di tutto, ad esempio interviste su ricordi della Fermo del passato, o video di luoghi. Alcune cose non le abbiamo ancora utilizzate ma nei prossimi mesi implementeremo il progetto e vogliamo raccontarlo in tempo reale proprio attraverso il web e i social. Quindi – ha detto Vissia Lucarelli – chiediamo alle associazioni, alle scuole, a tutti quelli che hanno memoria di Fermo o dei suoi luoghi, di contattarci in qualunque modo (ad esempio attraverso la mail dei Musei di Fermo) e noi andremo personalmente a raccogliere i materiali”.


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