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XV Giornata dell’Economia, la parola agli studenti dopo l’alternanza scuola-lavoro

FERMO - Nella parte finale della Giornata dell'Economia svolta a Fermo la parola è passata agli studenti che hanno raccontato le loro esperienze e punti di forza e debolezza dell'alternanza scuola-lavoro
giovedì 1 giugno 2017 - Ore 12:14
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di Alessandro Giacopetti

La parte più interessante della XV giornata dell’economia svolta ieri presso la sala consiliare della Camera di Commercio di Fermo è stata quella in cui la parola è passata agli studenti delle scuole del Fermano: alcuni di loro hanno svolto stages in aziende all’interno del progetto di alternanza scuola-lavoro. Laura Felicioni dell’ITCG Carducci-Galilei, ha fatto due esperienze: una lo scorso anno e una quest’anno. “In azienda sono stata accolta bene – ha detto Laura Felicioni – e le nozioni fornitemi a scuola per la gestione aziendale sono state utili e hanno posto la base per avere input giusti e affrontare positivamente l’esperienza. Con i professori c’è stato un confronto sulle differenze tra metodo di apprendimento fatto a scuola e quello pratico fatto in azienda. Sono stata inserita nel settore calzaturiero affiancata da un esperto marketing attraverso l’uso delle nuove tecnologie e del web. Al momento preferisco continuare gli studi perché mi piacerebbe lavorare nel settore commerciale e acquisire di più strategie e competenze su marketing e nuove tecnonologie. Credo anche che in futuro dovrei fare pratica in azienda”.

Secondo Giacomo Gasparrini del Liceo Classico Annibal Caro, “è importante collegare scuola e mondo del lavoro. Bisogna essere accolti in azienda o in ufficio anche dal punto di vista umano, per capire le attitudini del ragazzo affinché possa portare il proprio contributo. Io ho avuto un ruolo operativo e la possibilità di imparare la disciplina del mondo del lavoro”.

Jaime Corsetti dell’ITT Montani, è stato inserito in una azienda di software per lo sviluppo di un progetto. Al momento sono possibili legami futuri con la stessa.
Ismane Arben dell’Ipsia Ostillio Ricci, parla di una “esperienza che mi ha avvicinato al mondo lavorativo e tecnologico attraverso l’uso di macchinari arrivando a capire il ruolo dello stagista e dell’operatore. Sono uscito dall’azienda soddisfatto perché sono stato inserito in settori con gente collaborativa e disposta a seguirmi”.

Secondo Daniele Gidiucci del Liceo Scientifico, “le ore di alternanza scuola-lavoro andrebbero suddivise nel corso dell’anno. Le ore non sono troppe ma permettono di capire il funzionamento dell’azienda e le competenze che bisogna avere e come funziona dal punto di vista amministrativo l’azienda”.

Alla discussione hanno partecipato anche Roberto Cardinali, fino a maggio 2016 presidente della Piccola Industria di Fermo: “Per l’esperienza che ho avuto nella mia azienda, il giovane che si inserisce deve entrare con curiosità e voglia di mettersi in discussione rispetto ai propri desideri di crescita professionale”.
Giacomo Sortino, responsabile della onlus Mondo Minore che gestisce comunità di accoglienza per minori ed è inserita nella Comunità di Capodarco ha spiegato che la fascia dei preadolescenti è considerata debole. “Noi in particolare puntiamo sulla parte educativa, umana e relazionale che spesso le aziende curano meno. L’alternanza scuola-lavoro funziona ma forse è troppo breve, sicuramente è intensa, perché concentrata in 3 settimane”.

Le conclusioni della XV Giornata dell’Economia sono state affidate a Graziano di Battista, presidente della Camera di Commercio di Fermo: “dubito che nelle aziende ci sia uno sfruttamento dei giovani stagisti che invece vanno accolti e fatti sentire importanti. Vanno inseriti all’interno del meccanismo aziendale per prendere dai giovani la loro creatività e fantasia attraverso l’apertura e l’ascolto. Quando si entra in una azienda ogni elemento nuovo rallenta l’ingranaggio che si è creato ma, con il tempo, si ottengono persone di qualità e formate. Se vogliamo che in futuro entrino giovani con idee nuove – ha concluso il presidente camerale Graziano di Battista – noi li dobbiamo mettere in condizione di poterlo fare”.


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