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Appassionati Lancia alla scoperta di Fermo e Moresco (FOTO)

FERMO/MORESCO - Grande la soddisfazione degli organizzatori che hanno riscontrato una partecipazione superiore alle aspettative. Tanti appassionati in piazza del popolo e in piazza Castello ad ammirare le vetture
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di Alessandro Giacopetti

Oltre 70 vetture (oltre il doppio rispetto allo scorso anno) da tutto il centro Italia con una numerosa rappresentanza di Lancia Delta Integrale hanno fatto bella mostra di loro nella piazza del Popolo di Fermo, per la seconda edizione del raduno Lancia Città di Fermo. Ad organizzarlo la Onlus Amici di Piazza e l’associazione culturale Armonicamente. I partecipanti arrivano da Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria, e sono stati salutati ufficialmente stamattina sia dal sindaco Paolo Calcinaro che dagli organizzatori Carlo Iommi, Nunzia Luciani per Armonicamente e Fabrizio Tacchetti per Amici di Piazza, oltre al consigliere delegato al centro storico Luigi Rocchi. Presenti sia veicoli di privati appassionati della storica casa automobilistica, sia di 7 gruppi: Club Antiche Ruote Montereale, Club Auto Moto d’Epoca Piceno, La Manovella del Fermano, Autoclub Luigi Fagioli di Osimo, Auto Moto Storiche Picenum, Scuderia Marche. Dopo la visita alle Cisterne Romane e al teatro dell’Aquila, alle 12 è partito un carosello per le vie della città che è poi terminato in viale Veneto. Alle 15.30 la gara di regolarità in piazza del Popolo. Presenti le storiche Appia, Ardea, Aurelia, Flavia, Flaminia, Fulvia, oltre alle Beta, Beta Montecarlo, Gamma, 2000, e ovviamente le Delta. “Come delegato alle politiche del centro storico, sono molto soddisfatto della numerosa presenza e del percorso turistico delle auto nel cuore del centro storico di Fermo – dichiara il consigliere Luigi Rocchi aggiungendo – il mio personale ringraziamento a Nunzia Luciani presidente dell’associazione Armonicamente, Fabrizio Tacchetti presidente Amici di Piazza, e Carlo Iommi motore della manifestazione”.

L’occasione è stata ideale per scoprire anche i dintorni del capoluogo in particolare Moresco. Ieri un gruppo di equipaggi giunti a Fermo intorno alle 16 ha effettuato un giro turistico tra Monterubbiano e Moresco, visitando il piccolo paese inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Dopo aver schierato i veicoli nella storica piazza Castello, ha visitato la sala consiliare del Comune che è anche pinacoteca civica e la particolare torre eptagonale, guidato dal sindaco Massimiliano Splendiani. Grande interesse ha suscitato la pala d’altare realizzata dall’artista monterubbianese Vincenzo Pagani, un tempo situata nella chiesa di Santa Maria dell’Olmo, appena fuori il borgo.

“Per 40 anni dopo l’unità d’Italia Moresco è stata frazione di Monterubbiano – ha spiegato il sindaco Massimiliano Splendiani – e i monterubbianesi hanno portato questa pala d’altare a Monterubbiano. Nel 1910 il cardinale Luigi Capotosti e un suo amico deputato della Repubblica di Chieti, Camillo Mezzanotte, presentano un progetto al re Vittorio Emanuele III attraverso il quale viene restituita l’autonomia a Moresco. La prima richiesta fatta dal commissario prefettizio è la restituzione della pala d’altare. Nel dipinto ci sono il fuscello e il villaggio sullo sfondo, che sono caratteristiche presenti in tutte le opere di Pagani. I 4 santi del territorio sono San Lorenzo, patrono di Moresco, San Rocco, Santa Sofia, che si pensa fosse nativa di Moresco, San Nicola da Bari, patrono di Monterubbiano, e sopra c’è la Madonna delle Grazie”.

La stessa sala consiliare conserva anche due crocefissi lignei della confraternita del Santissimo Sacramento. Uno dell’Ottocento in cui si rappresenta Cristo vivo e l’altro è della metà del Cinquecento. Altri due personaggi importanti che sono ricordati all’interno della sala consiliare sono Patrizio Gennari, scienziato, botanico, che ha scoperto molti principi attivi delle erbe ed è stato rettore dell’università di Cagliari, e Lorenzo Capotosti, primo sindaco dopo l’autonomia nel 1910. Poi c’è l’archivio storico. Quindi il gruppo ha realizzato il giro del paese per poi spostarsi alla torre eptagonale dalla cui sommità ha potuto ammirare sia il panorama della valle dell’Aso, sia la costa fino al monte Conero, prima di rientrare a Fermo.

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