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Dal dramma in Africa
all’esordio con la Sangio:
la rinascita del giovane Cissè

RINASCITA - Dalla Sangiorgese: "Oggi Cidy è un ottimo esempio di integrazione, un ragazzo rinato grazie allo sport e alla famiglia Sangio che non gioca solo a calcio ma entra nella vita di chi ne fa parte realizzando talvolta delle vere e proprie favole, come quella di Cidy"
mercoledì 14 giugno 2017 - Ore 14:44
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E’ scappato dall’Africa, non ha mai mollato. Certo, con il corpo, il volto e il cuore segnati dalla sofferenza. Ma oggi il 19enne Cissè, originario della Costa d’Avorio è tornato a sorridere indossando i colori della Sangiorgese. Una vita finalmente tranquilla, tra il calcio, le nuove amicizie, il “Progetto Emergenza” della prefettura e la trepidante attesa del permesso di soggiorno. Cissè, infatti, è nato in Costa d’Avorio il 25 gennaio del 1998 nella cittadina di Abidjan. La famiglia era molto povera e nel 2005 il papà è deceduto per una terribile malattia. Il piccolo Sidy, a 7 anni, interrompe gli studi appena iniziati e si mette a lavorare per mantenersi con piccoli lavoretti di fortuna e riuscire a mangiare coltivando la sua passione preferita: il calcio. Nel 2014, a sedici anni – le informazioni che Cissè ha fornito al Gus – è coinvolto in una sparatoria tra gruppi sindacalisti antagonisti e scappa dal paese attraversando l’Africa e arrivando in Libia dove è fatto prigioniero e rinchiuso in carcere per oltre un anno. Nel giugno del 2016 viene fatto uscire dal carcere e imbarcato a forza in un barcone con destinazione Lampedusa dove arriva il 26 giugno dello scorso anno.
Passano due settimane e viene affidato al Gus Guido Puletti di Macerata e successivamente al Progetto Emergenza della Prefettura di Fermo. Grazie all’intervento di Marcela Coman del Gus, Sidy viene presentato alla dirigenza della Sangiorgese Calcio chiedendo di potersi allenare con la rappresentativa Juniores. Solo allenamenti per oltre 4 mesi in attesa che le Federazioni Calcio di Costa d’Avorio e Italia formalizzassero il tesseramento.
In quei quattro mesi, nonostante le iniziali difficoltà linguistiche Cissè si è integrato nella Sangio grazie alla dirigenza, al mister Sandro Vezeni e ai compagni di squadra che lo hanno finalmente fatto sentire a casa e lo hanno trattato come un normalissimo ragazzo di 18 anni. “Cidy – dicono dalla Sangiorgese – ha dimostrato sempre grande attaccamento ed empatia nei confronti dei compagni di squadra, è stato sempre il primo ad arrivare agli allenamenti dimostrando serietà ed impegno. Grazie a delle grandi doti fisiche ha esordito prima con la juniores quindi in prima squadra, contro la corazzata Ciabbino. Oggi Cidy è un ottimo esempio di integrazione, un ragazzo rinato grazie allo sport e alla famiglia Sangio che non gioca solo a calcio ma entra nella vita di chi ne fa parte realizzando talvolta delle vere e proprie favole, come quella di Cidy. Oggi Cidy è un punto fermo della prossima stagione nerazzurra, un’ottima punta centrale capace addirittura di far goal all’Ascoli Picchio nella recente amichevole disputata in occasione dell’inaugurazione del campo da calcio ‘Luca Pelloni’. Ci auguriamo come Sangiorgese Calcio che altri ragazzi possano avere la fortuna di Cidy e coronare il sogno di giocare a calcio e continuare un processo integrativo adeguato tra culture anche diverse, perché il calco non ha colori e razze, il calcio è passione”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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