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Massofisioterapia e riabilitazione
per sportivi e non

mercoledì 14 giugno 2017 - Ore 11:52
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Marco Minnucci, massofisioterapista

 

Sempre di più la nostra vita è caratterizzata dalla sedentarietà con notevoli problemi e ripercussioni sulla muscolatura. Ne abbiamo parlato con Marco Minnucci, massofisioterapista, con esperienza pluriennale nel settore sportivo e della riabilitazione di giovani campioni come di anziani.

 

Quanto conta il movimento per sentirsi bene?

Il movimento è un’importante funzione organica e influisce su molti fronti: ludico, mentale, psico-fisico e sociale. I benefici portati dal movimento sono molteplici ma, per semplificare, direi che il movimento è un farmaco naturale tanto da essere, spesso, prescritto come terapia.

A livello cardiaco contribuisce a diminuire sensibilmente il rischio d’infarto e di patologie coronariche. A livello muscolare mantiene e migliora il tono muscolare permettendo di avere una vita attiva ad ogni età senza affanno. Aumenta le capacità respiratorie quindi il giusto scambio ossigeno e anidride carbonica tra polmoni e apparato circolatorio. Migliora la circolazione e riduce ipertensione e problematiche ad essa collegate.

A livello articolare il movimento mirato ritarda l’artrosi, previene artrite e mantiene le articolazioni mobili. Ultimi, ma non per importanza, gli effetti benefici sul metabolismo, quindi diabete e colesterolo che comunque necessitano di diete mirate.

 

Tecnicamente cosa accade ad un muscolo sano dopo settimane di riposo completo?

L’inattività in un soggetto allenato causa una diminuzione del metabolismo basale e soprattutto un’ipotonotrofia, causa di contratture e dolori più o meno importanti, oltre a una sensazione di stanchezza che rende sempre pigri e poco propensi ad affrontare qualsiasi cosa che possa essere dispendiosa anche se piacevole.

 

Molte persone ricorrono ai massaggi per sollecitare passivamente l’attività muscolare. Quando e quanto sono utili?

Non sono un sostenitore del massaggio se un soggetto non ha problematiche vere. Se una persona sta bene è giusto che riattivi la muscolatura con del sano movimento. Il metabolismo si riattiva, le endorfine cominciano a girare e il benessere cresce proporzionalmente al dosaggio dell’esercizio fisico. Ricorro, invece, al massaggio se ci sono delle problematiche muscolari, dei ristagni di edema o problemi circolatori. Allora sì che è utile, come per le mobilizzazioni articolari o vertebrali.

 

Marco Minnucci è massofisioterapista al centro medico sportivo Works con anni di esperienza nel mondo dello sport: quali sono le differenze di approccio di un massofisioterapista tra un paziente sportivo e un paziente standard?

I tempi. Paradossalmente trattiamo peggio uno sportivo in quanto ha tempi di recupero che debbono essere brevi per forza dovuti proprio all’attività agonistica programmata. Per una casalinga o un impiegato si seguono protocolli per tempi biologici di cura, arrivando a una soluzione totale della problematica. Nello sportivo spesso dobbiamo lottare contro il tempo per rimetterlo in campo per questa o quella partita e non è semplice scegliere se e quanto rischiare. Solitamente, di concerto con l’atleta e la società di appartenenza, si cerca di fare la scelta migliore e ponderata, diversa da individuo a individuo. E’ proprio l’esperienza che in questo caso fa la differenza. Da anni mi occupo di questo settore sportivo e la casistica trattata mi ha portato ad avere ormai un approccio molto naturale ma sempre più accurato e professionale. Esperienza e formazione continua sono un connubio fondamentale nel mondo dello sport dove il recupero fisico non è solo salute, come per tutti, ma anche competizione e rispetto di clausole contrattuali.

 

Il vostro centro medico sportivo è un’eccellenza del territorio tanto che a voi si rivolgono le squadre più importanti della zona, dal calcio al basket… Come è nata l’idea del centro e cosa lo ha reso così affermato?

L’idea è nata dalla volontà di offrire di più ai pazienti. Siamo un centro di fisioterapia e recupero; negli anni abbiamo sentito l’esigenza di integrare le discipline per dare risposte complete ai nostri clienti. Era difficile curare senza avere una diagnostica di base: non riuscivamo ad ottenere il massimo senza misurare e monitorare l’attività fisica che consigliavamo e seguivamo. Da qui il percorso della medicina sportiva. Ma non c’è medicina sportiva senza cardiologia quindi abbiamo stretto un accordo con un’eccellenza italiana come il gruppo GVM di Cotignola.

Prossimo step, a breve, sarà l’inserimento di una diagnostica pesante a completamento degli esami di base che facciamo già. Un progetto che ci sta dando ottimi risultati. Quest’anno abbiamo contribuito alla vittoria del campionato di sei delle maggiori squadre del nostro territorio. La Poderosa basket è in serie A, la Sambenedettese calcio è arrivata al secondo turno di play off, la Fermana calcio è in serie C, il futsal Coba’ in serie B, la Sangiustese in serie D, il Porto Sant’Elpidio in eccellenza e la Sutor basket in serie C.

In ognuna di queste società lavorano nostri terapisti. Siamo veramente orgogliosi di partecipare attivamente a questi successi e sentirci anche noi una squadra.

 

Il team di WORKS alla festa dei 10 anni del centro medico sportivo


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