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Da pozzo senza fondo ad asset strategico? Il futuro dell’aeroporto regionale

MARCHE - La Commissione d’inchiesta assembleare ha ricevuto i componenti del collegio sindacale, in carica fino all’approvazione del Bilancio 2014, ed il presidente del Consiglio di amministrazione della Aerdoica dal 1996 al 2004
giovedì 15 giugno 2017 - Ore 09:54
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Prosegue il lavoro di studio, approfondimento e ascolto della Commissione d’inchiesta assembleare sulle vicende che hanno contrassegnato le gestioni della Società “Aerdorica”. Nella seduta odierna, la Commissione ha ricevuto in due audizioni separate, dapprima i componenti del collegio sindacale, in carica dal 30 giugno 2011 fino all’approvazione del Bilancio 2014, Gaetano Ambrosio, Tiziana Marcolin e Arturo Pane, e, successivamente, Carlo Amicucci, presidente del Consiglio di amministrazione della Società dal 1996 al 2004.

“Un lavoro attento, svolto nel pieno rispetto delle funzioni assegnate e del ruolo ricoperto” – questo hanno riferito, in sostanza, i tre membri del collegio sindacale, i quali hanno poi definito l’infrastruttura aeroportuale “un asset molto importante e di elevato valore economico”.

“Uno scalo importante – ha ribadito nella seconda audizione Carlo Amicucci – che sconta però il parametro negativo della relativa vicinanza con altri aeroporti e che non è stato accompagnato da un adeguato piano di sviluppo industriale, rivolto all’internazionalizzazione”. “Le Marche sarebbero state e sono tutt’ora un ottimo attrattore di traffico – ha rilevato Amicucci – ma restano una destinazione sconosciuta”.

“Anche gli incontri odierni – ha rilevato al termine delle audizioni il presidente della Commissione d’inchiesta, Sandro Zaffiri (Lega nord) – evidenziano come vi sia stata l’assenza di una strategia e di un controllo sulle politiche di investimento da parte della Regione, che non ha mai saputo dimostrare interesse e capacità gestionale, soprattutto riguardo alle linee di programmazione e di sviluppo”. “Un aeroporto – ha aggiunto Zaffiri – che avrebbe dovuto essere a servizio della comunità, per arricchirla sul piano economico e sociale, e che, al contrario, è divenuto un pozzo senza fondo”.

“Amicucci è stato alla guida dell’aeroporto nella fase della sua crescita – ha affermato dal canto suo, il vicepresidente della Commissione, Enzo Giancarli (Pd) – nella seduta odierna ne ho potuto ancora apprezzare le capacità manageriali, in un intervento di ampio respiro strategico. Adeguate strategie e scelte coraggiose, di cui oggi l’aeroporto ha certamente bisogno”. “Il prestito della Regione e l’aumento di capitale previsti dalla legge approvata recentemente dal Consiglio regionale – ha concluso Giancarli – vanno collocati dentro scelte strategiche di rilancio dell’aeroporto”.


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