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Torna Ilario Iotti, la nuova
Fermana prende forma

SERIE C - Dopo le conferme di Misin, Petrucci, Cremona e D'Angelo, ecco il ritorno del centrocampista esterno che a terza serie l'ha già assaporata appena diciottenne con Flavio Destro in panchina, nel 2013/2014
giovedì 15 giugno 2017 - Ore 16:03
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FERMO – Classe 1995, fisico compatto e grinta da vendere. A Fermo nessuno aveva dimenticato le caratteristiche e il dinamismo di Ilario Iotti: per questo il suo ritorno fa ancora più piacere.

Buona impressione e prestazioni di livello anche quelle che negli anni seguenti, sceso in Serie D per accumulare esperienza e condizione, lo avevano visto protagonista prima con la maglia del Matelica (arrivato a dicembre, 17 presenze e 1 rete) e poi con quella canarina (3 gol in 33 partecipazioni).

La scorsa estate, dopo essere stato premiato tra i migliori under del girone, la sua conferma in gialloblù sembrava cosa fatta, ma sfumò all’ultimo minuto, privando la Fermana di un elemento importante.

Iotti, tornato senza preavviso sul mercato quando per la maggior parte dei casi i giochi erano fatti, accettò allora la corte del Monticelli: con la squadra di Nico Stallone, a due passi da casa, l’ex biancoazzurro ha disputato un’annata da protagonista, con 31 apparizioni coronate da 5 marcature personali.

“Ringrazio tutti per la fiducia. E’ stata una bella stagione, che ha contribuito a rafforzarmi e farmi crescere ancora. Mi dispiace che in occasione della gara contro la Fermana ci sia stata un’incomprensione. Avevo messo a segno un gol pirotecnico che non capita di vedere tutti i giorni sui campi di calcio e che ha stupito me per primo. Non era assolutamente un’esultanza contro la mia ex squadra, verso la quale non ho mai avuto sentimenti di rivalsa, tanto è vero che ..eccomi di nuovo qua! Per fortuna con i tifosi abbiamo chiarito subito, mi sono scusato e saprò farmi perdonare in futuro, sperando di regalare tante altre gioie simili al nostro pubblico – ha così salutato la vecchia esperienza Iotti – ora infatti è già tempo di concentrarsi su questa nuova avventura a Fermo. Ritrovo un ambiente fantastico, con il quale mi ero trovato benissimo e che non avrei mai lasciato, una Società modello, un Direttore che crede in me e un allenatore come Destro che mi conosce e stima da tempo. Ci sono tutte le condizioni per fare bene e proseguire il cammino iniziato due anni fa”.

“Insieme a Flavio Destro quattro anni fa affrontammo un’annata particolare della terza serie, in cui, in virtù della mancanza di retrocessioni, non c’erano forti pressioni sul risultato. Feci 12 presenze e per me fu un’onore, il mister credeva in me. Negli anni a seguire, girando diverse piazze in Serie D, mi sono invece abituato a gestirne, e di importanti, riuscendo sempre a migliorare come singolo e nell’ottica di squadra – ha proseguito Iotti – con la Fermana ritrovo quel professionismo che è da sempre il mio sogno. Una grande occasione, che non voglio mancare, per non dover scendere più tra i dilettanti per dimostrare il mio valore”. Idee ben chiare per il fresco ventiduenne: ”La futura Serie C sarà di sicuro un campionato agguerrito, con squadre blasonate in ogni girone e grandi responsabilità. Ritengo comunque che anche in Serie D in questi anni il livello si sia molto alzato: le squadre che sono emerse nelle prime posizioni dell’Interregionale secondo me sono al pari di quelle della serie superiore e addirittura molte neo-promosse hanno dimostrato con i fatti di poter concorrere per le prime posizioni”.

Il centrocampista nativo di Rotella  poi esprime il suo parere su quale ruolo reciterà la Fermana e che ruolo spera di recitare Iotti. “Insieme ai compagni e alla società credo che l’obiettivo sia quello di centrare prima possibile la permanenza in categoria, senza appendici e con serenità, poi qualsiasi cosa di buono verrà ben venga, non mettiamo limiti alla provvidenza – scherza in chiusura il giovane – a livello personale, invece, come tutti, mi auguro di disputare una buona stagione e di testimoniare le mie qualità, con la speranza che magari la Serie C sia non un punto di arrivo ma un trampolino di lancio per arrivare ancora più in alto”.


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