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In manette a Rapagnano
la banda dell’oro rosso:
colpivano in impianti fotovoltaici (VIDEO)

OPERAZIONE MINIERA - I carabinieri hanno sgominato una gang di 7 persone. Venivano dal Piemonte. Nella notte ennesimo furto nel Fermano, ma i militari li hanno circondati e arrestati. Hanno colpito al parco fotovoltaico della società agricola “Famal srl” di contrada Campogrande, dove alle ore 3,30 sono entrati e hanno portato via 3mila metri di cavi di rame. Avrebbero guadagnano circa 500mila euro grazie a 7 furti messi a segno nell'arco di due mesi
venerdì 16 giugno 2017 - Ore 13:39
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Da sinistra il maresciallo Valeriano Mazzocco, il capitano Raffaele Conforti e il luogotenente Luciano Almiento

 

Sgominata la banda dell’oro rosso, sette persone in manette. I colpi nel Maceratese, Fermano e nell’Anconetano. Ad agire erano rom di etnia sinti che vivono al campo nomadi di Torino e che raggiungevano le Marche, regione che definivano “miniera rossa” per il colore del rame, metallo che era obiettivo delle loro scorribande compiute per lo più in impianti fotovoltaici. I carabinieri della Compagnia di Osimo, unitamente alle stazioni di Numana e Filottrano, con l’aiuto nella fase esecutiva dei militari delle Compagnie di Fermo, Montegiorgio, e Civitanova, hanno concluso stanotte una mirata attività investigativa, l’operazione “Miniera Rossa”. I furti sarebbero avvenuti in diversi Comuni: Camerano, Castelfidardo, Osimo, Agugliano e Sirolo, e nelle province di Macerata e Fermo. Giunti nelle Marche direttamente dal Piemonte, a bordo di due auto, una Opel Zafira con targa bulgara e un autocarro Mercedes Vito con targa francese, i malviventi hanno raggiunto Rapagnano (Fermo). Lì hanno colpito al parco fotovoltaico della società agricola “Famal srl” di contrada Campogrande, dove alle ore 3,30 sono entrati e hanno portato via 3mila metri di cavi di rame, per un valore di 150mila euro. I carabinieri però erano sulle loro tracce e poco dopo li hanno circondati e arrestati bloccati dopo un’inseguimento fino al casello dell’A 14 di Civitanova.

Il capitano Conforti con il luogotenente Luciano Almiento

In manette sono finiti: Andrei Albu, 33 anni, ritenuto il capo della banda. Daniel Balac, 23 anni, Samar Ionut Caldararu, 22, Acas Caval, 25 anni, Stelica Constantin, 28, Stan Ghita, 37, Marcel Ipsilante, 49. Tutti romeni e residenti a Torino.  Sono stati tutti ristretti nel carcere di Marina del Tronto, ad Ascoli. Per la banda le Marche erano diventate una vera e propria cassa continua dove venivano ad ‘estrarre’ rame dai cavi dei parchi fotovoltaici utilizzando furgoni con targa francese e auto con targa bulgara o romena a seconda delle circostanze. Ogni sortita era studiata fortificata da un’organizzazione molto articolata. Proprio per questo modo di operare ‘mordi e fuggi’ è stato complicato intercettare la banda. Il commando torinese rubava e poi fuggiva subito con il carico in Piemonte, mentre di solito chi fa razzia di rame cerca subito di smerciarlo sul mercato nero locale. La banda inoltre non aveva paura di essere ripresa dalla telecamere pubbliche mentre transitava sui diversi territori comunali, pertanto utilizzava sempre lo stesso mezzo, un Mercedes. I componenti aveva infatti la consapevolezza che la maggior parte dei Comuni ha installato telecamere pubbliche non ad infrarossi che di notte sono cieche, salvo rari casi.

Il maresciallo Mazzocco con il capitano Conforti

Il filo di Arianna per uscire dal labirinto delle indagini è stato trovato dai collaboratori del luogotenente Almiento  grazie ai tabulati telefonici. Quando finalmente sono stati individuati i recapiti telefonici utilizzati dai malviventi è stato più semplice monitorare e ricostruire i movimenti dei sette. Il volume d’affari della banda garantito dai bottini e stimato dai carabinieri si aggirerebbe oltre gli 500mila euro, stando ai furti di oro rosso, già accreditati alla gang romena. Sono nell’ultimo furto il bottino ammonterebbe a 150mila euro. Prima di riuscire a bloccarli, stanotte, i militari di Osimo in tandem con i colleghi degli altri comandi hanno svolto un lavoro di intellingence. La cella telefonica agganciata dai telefonini della banda copriva infatti un’area molto vasta che comprendeva quasi 6 campi fotovoltaici. Sono stati esaminati tutti i possibili obiettivi e alla fine con un pizzico di fortuna gli uomini del capitano Raffaele Conforti, sono riusciti a individuare il bersaglio della banda, riuscendo ad intercettare i malviventi nel buio più assoluto. E’ seguita una fuga a lampeggianti accesi fino al casello autostradale di Civitanova.

L’indagine è partita con il coordinamento della Procura di Ancona, dopo i furti registrati ai danni di imprese private nella Valmusone, e sta proseguendo ora con la Procura del Tribunale di Macerata. Il pm Micaela Piredda è titolare dell’inchiesta. Sono 7 per ora i furti contestati alla banda: 2 sono avvenuti ad Osimo, uno a Castelfidardo, uno in un deposito di Camerano, uno al Coppo di Sirolo, uno a Trodica di Morrovalle e quello di stanotte nell’area di Rapagnano. E’ al vaglio anche il colpo messo a segno nel Fermano, a Montegiorgio, due giorni fa. Il primo colpo era stato messo a segno circa 2 mesi fa, alla fine di aprile, ad Osimo in via Molino Basso, seguito da quello in via Cagiata. Determinanti sono state anche le segnalazioni di semplici cittadini ed il contributo dei diversi Comuni che hanno messo a disposizione i filmati delle spycam pubbliche, soprattutto quelle di ultima generazioni, capaci di leggere le targhe. Tra le vittime della banda anche il fratello del senatore Remigio Ceroni, proprietario di un impianto fotovoltaico a Rapagnano. Ed è lo stesso senatore che, nel corso della festa per il primo anno di attività di Cronache Fermane, a Sant’Elpidio a Mare, a confermare la notizia del coinvolgimento del familiare: “Desidero ringraziare l’Arma dei Carabinieri e tutti i suoi uomini. Questa notte i carabinieri di varie località delle Marche in splendida collaborazione dopo faticose indagini, appostamenti verifiche hanno assicurato alla giustizia una recidiva banda di malfattori. Attraverso un lavoro silenzioso ma puntuale ed efficace hanno permesso di arrestare una banda di pericolosi malviventi dedita ad azioni predatorie nelle Marche, con furti di rame su vari impianti fotovoltaici e non solo. Il mio personale apprezzamento e la più profonda gratitudine non solo perché l’operazione è avvenuta in territorio di Rapagnano ma perché i Carabinieri ancora una volta hanno dimostrato presenza impegno e capacità nel lottare contro la criminalità sempre più dilagante a causa di scelte scellerate che non possono che favorire l’aumento dei fenomeni delinquenziali ai quali diventa sempre più difficile fare fronte”.

(Servizio aggiornato alle 18.35)

 


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2 commenti

  1. 1
    Valentino Ianuà via Facebook il 16 giugno 2017 alle 13:45

    portateli a casa della boldrini

  2. 2
    Gianluca Ciuffetti via Facebook il 16 giugno 2017 alle 14:26

    …e la pena la scontano a casa loro…

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