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Sibillini-Roma con sempre meno collegamenti: i cittadini protestano, le istituzioni tacciono

AMANDOLA - Tra incroci con le altre linee, siamo al paradosso che un viaggio di poco più di 3 ore arrivi a durarne almeno 7, sempre che uno sia fortunato a prendere tutte le coincidenze
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di Andrea Braconi

Riportiamo il turismo sui Sibillini? Tutti d’accordo. Ma a parole. Almeno stando alla situazione del trasporto pubblico dai principali centri, in particolare Roma, verso città come Amandola.

Perché se la costa sconta tagli continui alle fermate delle varie linee ferroviarie, da un punto di vista del servizio bus, l’entroterra non se la passa meglio. Al contrario, se nel recente passato erano due le corse con coincidenza per Amandola, una al mattino e una al pomeriggio, da più di un anno la prima è stata soppressa. Risultato? Arrivare nel centro montano è divenuta una vera e propria impresa.

E tra incroci con le altre linee, siamo al paradosso che un viaggio di poco più di 3 ore arrivi a durarne almeno 7, sempre che uno sia fortunato a prendere tutte le coincidenze.

“Risparmiare, risparmiare, risparmiare, le linee preferiamo tagliare. – ironizza un dipendente Start – Dei passeggeri c’è totale disinteresse. E noi non veniamo affatto ascoltati, nonostante abbiamo sempre avanzato proposte concrete. Si preferisce togliere ma poi sono sempre gli utenti a pagarne le conseguenze. Pensiamo agli universitari ma anche a chi in queste zone ha una seconda casa e non può usufruire del nostro servizio. Questi paesi che hanno vissuto un simile dramma vogliamo farli scomparire? I trasporti sono fondamentali. Pensiamo che non c’è una ferrovia Ascoli-Roma: ecco, anche in virtù di questo, per anni noi abbiamo suggerito di potenziare il collegamento bus via Salaria e non quello via autostrada, perché alla gente interessa arrivare a Roma accorciando le distanze”.

“Se in un paese del cratere non rimetti in moto il collegamento per poterlo far vivere, chi ci viene più? – si domanda un cittadino – La linea Ascoli-Roma prende parecchi bacini, ma i sindaci non si sono pronunciati, della linea soppressa non parla nessuno. Mi chiedo: perché i contributi regionali che vengono erogati, non sono usati per garantire questo servizio? Già da un anno molti di noi stanno protestando, anche dopo il terremoto, minacciando esposti alla procura. Si sono preoccupati prima dell’ospedale danneggiato? Benissimo, ma collegamenti e trasporti sono importantissimi per ridare vita a questo territorio. La Salaria la stanno dimenticando eppure raccoglie anche il bacino di Amatrice e di Rieti. Oggi prendere un bus verso Roma è un’odissea. Al mattino c’è una navetta alle 8 che arriva a bivio di Roccafluvione intorno alle 9.30 e alle 13 sei a Tiburtina, ma per partire il pomeriggio dovresti andare ad Ascoli, prendere un altro pulmino per Porto d’Ascoli e da lì l’autobus per Roma per un totale di 6 ore e mezza di viaggio. È normale tutto questo secondo voi? Che fine ha fatto la pubblica utilità di un servizio fondamentale come questo?”.

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