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Fosso dell’Albero, Legambiente torna all’attacco e replica a Franchellucci

PORTO SANT'ELPIDIO - L’abbattimento di quattro platani, avvenuto stamane, ha fatto scattare nuovamente l’ira dei volontari del pollice verde
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di Maikol Di Stefano

“Ancora una volta le richieste dei cittadini votanti sono cadute nel vuoto delle coscienze dei politici”. Non si accenna la polemica tra Legambiente e l’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio. L’abbattimento di quattro platani, avvenuto stamane, ha fatto scattare nuovamente l’ira dei volontari del pollice verde.

“Eppure avevamo letto nel blog personale del Sindaco Franchellucci la seguente frase ripresa dall’enciclica ‘Laudato si’: Non dimentichiamo mai che l’ambiente è un bene collettivo patrimonio di tutta l’umanità, e responsabilità di tutti. Verrebbe da ironizzare… esclusa l’amministrazione comunale. – attaccano i membri di Legambiente – Ricordiamo che lavori in atto per la riqualificazione del Fosso dell’Albero, progettati dall’Ing. Giuseppe Marini è stata commissionata dal Comune di Porto Sant’Elpidio. Ci si aspettava dopo quanto affermato che l’amministrazione, apportasse idee, imponesse all’ingegnere esplicita richiesta di tutela del verde esistente in quanto patrimonio ambientale, storico e culturale della città e quindi responsabilità di tutti. La debole convinzione di un ambiente naturale come bene collettivo è stata sopraffatta con facilità da quelle che abbiamo definito semplici esigenze speculative e di cantiere. A nostro avviso una vera e forte convinzione nel senso auspicato da Papa Francesco e dal nostro sindaco, avrebbe senz’altro portato a soluzioni conservative di questi viventi che sono le piante. Invece, nel rilevamento geomorfologico che ha portato al progetto non è stato necessario tener conto degli alberi in quanto questione risolvibile con la velocità della motosega. E allora ecco la scelta dell’abbattimento. Davanti a tale vuoto di idee, di progetti lungimiranti rispettosi del bene comune e delle generazioni future, dei nostri figli e nipoti, i cittadini non possono arrendersi”.


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