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E’ nata la Banca di Ripatransone e del Fermano, Calcinaro: “Speranza e fiducia per il territorio”

FERMO - Da lunedì mattina sarà pienamente operativa la filiale di Viale Trento del “BCC - Ripatransone e Fermano”, uno dei 7 sportelli a servizio delle Province di Fermo e di Ascoli Piceno, nonché dei Comuni di Macerata e di Teramo ad esse confinanti
sabato 1 Luglio 2017 - Ore 15:03
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da Sinistra: Paolo D’Erasmo, Paolo Calcinaro, Moira Canigola, Michelino Michetti, Vito Verdecchia, e l’addetto stampa Vittorio Bellagamba

di Silvia Remoli

Un bacino di utenza locale ma molto esteso, quello che potrà usufruire dei servizi erogati da questo istituto di credito, appena nato, ma che vanta una storia centenaria: un’unione, quella tra Ripatransone e Fermano che reca vantaggi ad entrambe le precedenti realtà economiche, e che incarna il proverbio ‘l’unione fa la forza’.

Sia le figure istituzionali che gli operatori di settore si sono dichiarati orgogliosi di questa fusione, che ridà nuova linfa in un periodo economico di crisi come quello attuale.

Presenti alla Conferenza Stampa i due Presidenti delle Province protagoniste dell’unione , il Sindaco di Fermo ed il Presidente ed il Direttore della neo-Banca .

Moira Canigola, padrona di casa dell’evento tenutosi nella Sala Consiliare della Provincia di Fermo, vede nella Banca di Ripatransone e del Fermano “pieno slancio e forza comune per lo sviluppo congiunto di nuovi progetti per tutto il nostro territorio”, un’unione che concretizza l’intesa esistente tra le due province.

Ribadisce gli ottimi rapporti intercorrenti tra Fermo ed Ascoli Piceno anche il Presidente Provinciale Paolo D’Erasmo , che parla di “una risorsa straordinaria per il sostegno finanziario ad imprese, famiglie ed associazioni dei due territori uniti in questa iniziativa che perseguiranno indubbiamente attività proficue ” ed ai quali augura di “lavorare con la massima efficienza ed in perfetta sinergia”.

Il primo cittadino fermano Paolo Calcinaro sottolinea la concretezza: “il legame è non solo territoriale ma anche e soprattutto economico: questo sodalizio dà di fatto uno strumento di supporto alla popolazione e fa riacquistare la piena fiducia nel sistema bancario”.

La parola passa poi ai “tecnici” del settore, nelle persone del Presidente e del Direttore del “BCC- Ripatransone e Fermano”. Michelino Michetti illustra la storia di serietà e solidità alla base degli istituti di credito del territorio, passando per i punti cruciali della fusione in oggetto, per poi declinare i progetti per il futuro: “Siamo una realtà operante su ben 33 comuni ai quali vogliamo offrire un servizio serio e trasparente: saremo onorati di collaborare con ognuno di essi dando nuove prospettive alle imprese e alle esigenze delle famiglie. Il fatto stesso che, a seguito della fusione, sono stati mantenuti tutti i posti di lavoro è la dimostrazione di quanto sia importante per noi preservare queste due realtà territoriali e trasformarle in un comune punto di forza: infatti ora possiamo contare su ben 2.400 soci e su più di 11.000 clienti”. Vito Verdecchia è realmente emozionato per la partenza di questo progetto, che prenderà il via proprio lunedì: “esso è la dimostrazione dello spirito di squadra che ci ha sempre contraddistinto: sono fiero di tutti i collaboratori che anche nel week-end si sono prodigati per far sì che tutto funzioni al meglio. L’età media degli impiegati è di soli 39 anni e la loro freschezza rinnova il mio entusiasmo, che ho mantenuto da 20 anni ad oggi: eravamo partiti in 14 ed ora siamo ben 53. Caratteristico è il nostro rapporto personale con la clientela: saremo schietti e tuteleremo sia le idee che vogliono vedersi realizzate che la fiducia accordataci dai risparmiatori. Siamo una banca locale che restituisce al 100% al territorio da cui attinge. Grande attenzione ovviamente non mancherà alle famiglie, le quali possono accedere a piccoli finanziamenti a tasso zero. Ma sono ancora molti altri i progetti che ci prefiggiamo di portare a compimento , per sviluppare numeri importanti sia per la Banca che perla popolazione locale, perché la nostra è un’operazione strategica, non un’operazione di ‘lacrime e sangue’, essa è tutt’altro: è un’unione di un territorio con un patrimonio, volta non a sacrificare, bensì a far convogliare entrambe le nostre qualità in un disegno comune “.

 


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