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Erosione della costa,
Franchellucci scrive a Ceriscioli:
‘Urgono scogliere emerse
dal Tenna al Chienti’

PORTO SANT'ELPIDIO - Il primo cittadino scrive al presidente della regione Marche: "Nessuno più di me sa quanto la nostra collaborazione in questi anni abbia portato alla mia città qualcosa di concreto, qualcosa che certamente ha mitigato il problema e lo farà di certo in seguito con il ripascimento da voi finanziato. Ma, da sindaci, ci dobbiamo con chiarezza dire che tutto questo non basta"
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Il sindaco Franchellucci con il presidence Ceriscioli

di redazione CF

Sul problema dell’erosione della costa che ha ridotto alla canna del gas non pochi operatori balneari elpidiensi, il primo cittadino Nazareno Franchellucci ha deciso di mettere tutto nero su bianco. E di spedire una missiva, di lanciare un sos accorato, al presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli

“Caro Presidente, mi permetto di inoltrarti questa nota – si legge nella lettera di Franchellucci – a seguito dei nostri vari contatti verbali, per fare il punto insieme sulla evoluzione che in questi anni ha avuto una rilevante questione che attanaglia quotidianamente il mio operato da sindaco di questa città, ovvero la situazione della nostra costa.

Come ben ricorderai il sottoscritto, nel 2014, si vide incredibilmente bocciare da parte della Giunta Spacca una mia proposta di inserire Porto Sant’Elpidio all’interno delle modifiche del piano integrato di difesa della costa, impedendoci almeno in previsione di poter sperare in una adeguata protezione per tutti i nostri chilometri di costa. Da allora, grazie alla tua Giunta, molto è stato fatto. Non solo infatti si è riattivato un proficuo dialogo sulla problematica tra Comune, Regione ed operatori di settore, ma si è giunti nel dicembre 2016 alla firma di un accordo di programma in cui la Regione si impegnava alla compartecipazione del 50% di un progetto concernente la manutenzione delle barriere soffolte esistenti e, soprattutto, il ripascimento nei tratti di spiaggia più erosi. Di questo progetto una parte dei lavori è stato eseguito, quello gravante sul bilancio comunale; dell’altro siamo in attesa dello sblocco del vostro decreto per avviare poi tutte le procedure volte alle autorizzazioni ambientali, la gara d’appalto e successivamente l’esecuzione del lavoro. Opera, quest’ultima, che realmente può rappresentare una boccata di ossigeno per quelle attività che insistono nel tratto più danneggiato della costa e che attendono questo ripascimento come un primo barlume di speranza.

Premesso questo, mi preme però ribadirti che non si è trattato affatto per la nostra costa e per i nostri operatori di anni semplici, anzi, le certezze, labili allora, stanno sempre più diventando paure e preoccupazioni quotidiane. Da allora infatti, nonostante in alcuni tratti di spiaggia questa estate appare esserci qualche metro in più di battigia, ciò che è accaduto è che uno storico stabilimento balneare della città ha chiuso l’attività per impossibilità oggettiva a proseguire causa la totale assenza di spiaggia ed i continui danni che ogni anno registrava; molti altri sono ridotti allo stremo ed in particolare per due di loro sono stato costretto a firmare una ordinanza di interdizione della battigia in piena estate, al fine di scongiurare ogni possibile ripercussione sui bagnanti. Gli altri tratti della costa sud sono sempre costretti a svolgere l’attività con pochissimi metri di spiaggia e, alla prima piccola mareggiata estiva, ecco che il mare invade le prime file dei pochi ombrelloni posizionati, mettendo a disagio bagnanti e quindi inevitabilmente gli operatori. Come se non bastasse, il recupero di spiaggia in alcuni tratti, ha portato in tratti più a nord, fino a ieri assolutamente non interessati, a subire i primi pesanti effetti della erosione. D’inverno questa amministrazione, con il contributo dell’ente da te guidato, ha adottato un sistema di protezione della costa fatto con sacchi riempiti di ghiaia; pratica quest’ultima che ha limitato gli storici danni ed ha protetto le infrastrutture (strade, fogne, marciapiedi) ma che di certo nulla avrebbe potuto fare in termine di concreto miglioramento della situazione della costa.

Vengo al dunque Presidente.

Nessuno più di me sa quanto la nostra collaborazione in questi anni abbia portato alla mia città qualcosa di concreto, qualcosa che certamente ha mitigato il problema e lo farà di certo in seguito con il ripascimento da voi finanziato.

Ma, da sindaci, ci dobbiamo con chiarezza dire che tutto questo non basta!

Non basta perché la costa della mia città ha serissimi problemi che pian piano stanno interessando tutti i suoi chilometri. Non basta perché una attività familiare non può avere il dubbio ogni settimana che possa arrivare un cambiamento di clima capace di distruggere una intera vita di sacrifici. Non basta perché tutte le città a noi confinanti hanno una difesa della costa fatta di scogliere emerse e noi, scopritori del comparto turistico solo nei primissimi anni di questo secolo, siamo rimasti una cenerentola in balia delle onde e dei flussi marini che inevitabilmente sfociano la loro forza sul nostro tratto litorale.

Io, presidente, mi rivolgo a te in maniera accorata non perché non so quanto sia difficile oggi trovare le adeguate risorse per un massiccio intervento di difesa definitiva della costa o non mi renda conto di quanto oggi la tua persona e tutta la Giunta sia impegnata nella drammatica vicenda del terremoto che, inevitabilmente, tiene impegnati gli uffici regionali per la maggior parte del tempo. Ma, la difesa della costa, non deve e non può essere fatta da un singolo Comune, perché non ne ha la competenza, perché non ne ha la visione tecnica di insieme con le altre aree fisiografiche e soprattutto perché non avrà mai le adeguate risorse.

Per questo, presidente, io ti chiedo di fare almeno in modo che, improrogabilmente entro questo 2017, venga conclusa da parte del servizio regionale di competenza l’aggiornamento del piano della difesa della costa con all’interno una adeguata e sostenibile protezione per tutto il litorale della mia città che, salvo diverse interpretazioni progettuali, a mio avviso non può che essere quella di scogliere emerse dal Tenna al Chienti, come esattamente hanno tutte le città a noi confinanti.

Dopo questo primo ma fondamentale passo potremo lavorare insieme, come quotidianamente facciamo, per la ricerca delle risorse necessarie a realizzare questa imponente ma vitale opera per il futuro turistico e lavorativo della città che in questi anni ho l’onore di rappresentare.

Ringraziandoti sentitamente perché so che questo mio accorato appello non cadrà nel vuoto ma farai in modo che chi di competenza porti avanti con celerità la revisione del piano, ti comunico che inoltrerò questa nota agli organi di stampa; non per mettere in difficoltà qualcuno, ma semplicemente per fare comprendere a tutti, in primis gli operatori di settore, che Comune di Porto Sant’Elpidio e Giunta Regionale, dal 2015, hanno intrapreso insieme un importante percorso che, ne sono certo, ci vedrà vincitori contro questo enorme problema”.


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