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Conoscere e trattare l’endometriosi

E' importante una diagnosi precoce per poter curare e bloccare la progressione della malattia e agire sul sintomo principale che è il dolore.
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Gina Tombolini, specialista in ginecologia ed ostetricia

 

Parliamo di Endometriosi, malattia poco conosciuta ma in continuo aumento, con la dott.ssa Gina Tombolini, specialista in ginecologia ed ostetricia.

 

Che cos’è l’endometriosi?

E’ una patologia benigna caratterizzata dalla migrazione di tessuto endometriale (cioè tessuto che riveste e forma la parete interna dell’utero) fuori dalla sua sede abituale. Possiamo trovarlo nella compagine del miometrio (parte muscolare dell’utero) e prende il nome di adenomiosi, nelle tube, nell’ovaio, nei legamenti utero sacrali, vescico uterini ed anche oltre l’apparato genitale, come nel peritoneo, nell’intestino, ecc..

Mentre nell’utero, durante la mestruazione, il sangue fuoriesce attraverso la vagina, negli altri casi il tessuto forma degli agglomerati di sangue in altri organi, potenzialmente ovunque, causando infiammazione, dolore, portando alla formazione di tessuto cicatriziale, aderenze e cisti.

 

Quali sono i sintomi?

L’endometriosi è tipica dell’età riproduttiva. Il sintomo predominante è il dolore, crampi all’addome, dolori alla schiena, dolori durante il rapporto sessuale.

Altro sintomo importante è la sterilità, primo movente che spinge la paziente dal medico permettendo di scoprire, attraverso opportuni accertamenti, l’endometriosi.

Esistono però situazioni asintomatiche che emergono occasionalmente durante una ecografia.

 

Come si arriva ad una diagnosi certa?

Bisogna dire che è importante una diagnosi precoce per poter curare e bloccare la progressione della malattia e agire sul sintomo principale che è il dolore.

L’endometriosi non è un tumore ma ha praticamente lo stesso modo di procedere pur non portando, fortunatamente, alla morte. Le donne che ne soffrono hanno un disagio reale perché si trovano a dover convivere con un dolore più o meno severo che può comparire durante il ciclo mestruale e, in alcuni casi, in modo cronico.

La diagnosi risulta più facile nei casi gravi in cui sono presenti cisti a livello ovarico riscontrabili durante una visita; in tutti gli altri casi i focolai endometriosici non sono, invece, facilmente visibili.

 

Quali sono le cause di questa patologia?

 Purtroppo sono ancora sconosciute. Una ipotesi è che, durante la mestruazione, le cellule dell’endometrio risalgano attraverso le tube di Falloppio e vadano in cavità addominale, in quella nota come “mestruazione retrogada”. Un’altra ipotesi è che possa esserci, in alcune donne, una causa collegata con il sistema immunitario che non riesca a riconoscere e rimuovere i residui di tessuto endometriale fuori zona, dando origine così alla malattia. Sappiamo anche che l’endometriosi ha in parte una predisposizione genetica e si è visto che è più frequente in donne che non hanno mai avuto figli e che hanno cicli brevi e mestruazioni lunghe.

 

Quali sono le terapie possibili?

 Le soluzioni sono chirurgiche per le lesioni più grandi, per le aderenze e nei casi di sterilità, spiegando alla paziente che, nel tempo, si potrebbe avere una recidiva nel periodo dell’età fertile. Negli altri casi si deve procedere con terapia medica: terapie ormonali mirate a rallentare la crescita del tessuto endometriale e ad impedire l’impianto in nuovi distretti; parliamo ad esempio di pillole, cerotti, anelli e progesterone che controllano il livello estrogenico e la crescita delle lesioni e del dolore. Adiuvante a questa terapia è l’uso di antidolorifici, antiinfiammatori non steroidei che possono servire a ridurre i sintomi ma non sempre.

 

Quale messaggio può rivolgere alle donne?

 Vorrei sensibilizzarle ad eseguire regolarmente controlli ginecologici affinché lo specialista possa cogliere tutte le sfumature e consigliare tutti gli accertamenti da eseguire per una corretta diagnosi ed una successiva corretta terapia.

 

La dott.ssa Gina Tombolini visita all’Istituto Medico Palmatea.

Per informazioni e appuntamento consultare il sito www.palmatea.it

 

 

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