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“Fermo e Ascoli insieme per avere una voce più forte”: è nata Confindustria Centro Adriatico

ECONOMIA - La nuova realtà presentata a Villa Lattanzi, Simone Mariani sarà il presidente, Giampietro Melchiorri il suo vicario
venerdì 21 Luglio 2017 - Ore 11:15
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di Andrea Braconi

Un momento storico per Confindustria Fermo e Confindustria Ascoli Piceno, che tornano insieme 39 anni dopo la separazione. Una scelta frutto di un lungo lavoro, come ha rimarcato il presidente fermano Giampietro Melchiorri, sancita ieri sera all’unanimità dalle due assemblee.

Resteranno le due sedi operative, da settembre qualche dipendente dovrà spostarsi, ma da oggi, è stato spiegato all’unisono, si va avanti insieme in maniera convinta.

A sciorinare le cifre di questa unificazione è lo stesso Melchiorri, che ricoprirà la carica di vice presidente vicario affiancando Simone Mariani, attuale presidente di Confindustria Ascoli Piceno. “Sono circa 800 le imprese che si riuniranno, con circa 2 milioni di introiti contributivi. Insieme avremo il controllo del settore moda con 203 imprese. Poi ci sono: 113 aziende del terziario, 70 della metalmeccanica, 70 dell’edilizia, 50 per gli accessori, 50 nell’agroalimentare, 40 nel turismo, 30 negli impianti e telecomunicazioni. Poi abbiamo altri settori come materiali da costruzione, legno, chimica, gomma, plastica, trasporti, grafiche, sanità privata, cappelli ed energia”.

“Sono onorato per la fiducia data a me e Giampiero – ha spiegato Mariani – per questa responsabilità di dare vita alla nuova Confindustria Centro Adriatico. Melchiorri sarà il mio alter ego, non un vice presidente. Se non ci fosse stato lui questa fusione non si sarebbe fatta, non perché gli animi degli imprenditori non fossero pronti ma perché in alcuni momenti storici è necessario cogliere l’attimo e osare. E Melchiorri è riuscito a cambiare la rotta della storia. La sintonia è stata immediata, abbiamo delineato insieme i possibili sviluppi e poi sono bastate poche settimane per trovare la sintesi tecnica e politica”.

Il futuro? “Siamo convinti che la nuova Confindustria segnerà il passo rispetto al passato, il mondo sta cambiando con velocità di cui spesso non abbiamo piena consapevolezza, non possiamo rimanere fermi altrimenti saremmo spazzati via. Sarà nostro obiettivo tornare a ribadire all’opinione pubblica e ai nostri associati quanto il tema della crescita economica sia il più importante di discussione della politica e del sistema imprenditoriale. È la priorità e dirlo porta con se conseguenze forti, a volti dirompenti: vuol dire che la nostra classe politica si convinca di questo, sposi questa filosofia dove il teorema è che se c’è crescita economica c’è crescita del benessere collettivo. Noi possiamo dare ai nostri associati strumenti, conoscenze, competenze e servizi efficienti ed efficaci perché abbiamo funzionari aggiornati”.

Mariani cita il post sisma: “Ci sono decreti già fatti ed altri che arriveranno: metteremo a disposizione strumenti anche in questo senso, dei vademecum che anche con il supporto di altri organismi consentano agli imprenditori di avere informazioni dettagliate e puntuali. Stesse scelte verranno fatte sui fondi per lo sviluppo delle imprese messi a disposizione dalla Regione. Un’organizzazione solida, con spalle larghe avrà la forza per rappresentare gli interessi sani dei nostri associati rispetto alla burocrazia pubblica, di integrare al massimo il mondo della scuola e della formazione”.

Poi l’invito agli imprenditori. “Vogliamo ricordare loro che devono continuare a credere in questo territorio. Uno dei motivi che ci ha visto entrambi raffreddarci rispetto al progetto regionale è che viviamo in questi territori una grande voglia di identità, un forte legame con la nostra storia. Questo è un territorio che deve tornare a crescere e quindi le istituzioni ci devono seguire. Questi anni ci hanno fatto capire che se viene meno il sistema imprenditoriale salta il Paese”.

La notizia più bella è quella che ieri c’è stata l’unanimità – ha ribadito Melchiorri -. Questo è il frutto di un lavoro intenso, anche degli associati che non hanno direttamente partecipato. Ma noi dietro sentivamo la loro ombra che ci spingeva ad andare avanti. Anni fa Fermo scelse l’indipendenza, in quel periodo era giusto perché ha cercato di mettere in risalto le sue eccellenze. Oggi il mondo è cambiato, c’è bisogno di un’unica voce e soprattutto di una voce più forte. Quindi, rifacciamo la storia. Siamo due Confindustrie mature che guardano al futuro, abbiamo un’infinita di imprenditori over 40 con grande esperienza e anche under 40 che hanno voglia di fare e che sono intraprendenti. Una cosa voglio dirla: mi ha riempito di gioia ieri sera tornare a casa dalla mia famiglia e dire loro che aver contribuito a questa riunificazione”.

Direttori della nuova struttura saranno Giuseppe Tosi e Luciano Vizioli. Quando quest’ultimo andrà in pensione verrà nominato un vice direttore che spetterà ad Ascoli.

“Il momento è per noi storico – ha affermato Tosi -. Si tratta di un progetto aggregativo tra due associazioni molto vicine ma negli ultimi 35 anni anche in contrapposizione. I tempi però sono cambiati, le regole dei mercati e di conseguenza le regole associative richiedono delle evoluzioni. Già dal 2014 avevamo indicazioni chiare sugli indirizzi per avere associazioni su base preferibilmente regionale o almeno interprovinciale. Nelle Marche si è avviato un progetto unico, ma sappiamo come è andata a finire. Oggi sono 3 le territoriali, compresa la nostra. Con Vizzioli abbiamo verificato se c’erano le condizioni per unire le due forze, sia dal punto di vista economico in termini di contributi associativi, sia da un punto di vista gestionale e operativo. Abbiamo visto che le condizioni c’erano e siamo andati avanti in modo spedito. Ci siamo appoggiati anche alla struttura confederale, il dotto Landi ci ha seguito e lo abbiamo tenuto informato. Dal punto di vista tecnico gestionale mettiamo insieme due associazioni quasi simili. Ascoli ha qualche azienda in più, quindi qualche dipendente in più e contributi in più, ma si tratta soprattutto di 2 strutture sane con bilanci consuntivi 2016 in attivo”.

“Da un po’ di anni il rapporto si è modificato – ha detto Vizioli – è cambiata la polarità: le aziende sono impegnate nel lavoro quotidiano, devono affrontare la crisi e hanno bisogno di essere stimolate e cercate dall’associazione. E questo faremo, una struttura mobile in tutto il territorio che offrirà consulenza e rappresentanza dove necessario. Ho assistito alla separazione 39 anni e oggi assisto a questa riunificazione. Mi piace descriverli come due amanti che hanno bisticciato sempre ma che si sono amati sempre. Oggi, quindi, rifiorisce un amore”.

Ad illustrare i prossimi passaggi Tosi. “Nei prossimi giorni ci sarà un appuntamento dal notaio con i due presidenti che hanno mandato di costituire la nuova associazione. Dopo le vacanze riprenderanno i lavori e si procederà nella costituzione degli organi. Verrà nominato il Consiglio di presidenza e il Consiglio generale, oltre ad essere rinnovate le 15 sezioni. Tutto questo dovrebbe avvenire entro ottobre e ci tengo a precisare che vige il principio della pari rappresentanza. Contestualmente avvieremo il processo gestionale, ci organizzeremo per partire in grande stile con il passaggio delle aziende e dei nostri dipendenti dal primo gennaio 2018. Le due associazioni per il momento rimarranno, poi verranno nominati dei liquidatori. Confindustria ci ha suggerito di fare delle Fondazioni, magari anche una dove far confluire i rispettivi patrimoni. Non abbiamo ancora deciso cosa fare, ma sarà uno dei temi su cui lavoreremo con il nuovo Consiglio di presidenza”.

Sul possibile avvicinamento di Macerata, Melchiorri ha affermato come la porta sia sempre aperta. “Con Macerata sulla carta non siamo insieme ma nella realtà collaboriamo. E quando Macerata sarà pronta noi, come abbiamo più volte detto, ci metteremo seduti”.

Una riunificazione, quella tra Ascoli e Fermo, che ha già spostato gli equilibri. “Proprio ieri il Comitato di implementazione ha deliberato il riconoscimento della nostra rappresentanza in Consiglio generale a Roma, cosa che non avevamo prima. La fusione tra Ascoli e Fermo è stata molto apprezzata”.

L’ultima domanda è sul perché gli imprenditori siano riusciti a trovare un’intesa, mentre altre aggregazioni trovano sistematicamente difficoltà insormontabili. “Dentro Confindustria Fermo non c’è la politica, siamo un’associazione privata gestita da imprenditori ed è difficile fare invasioni. A volte la politica cerca di intossicare certe decisioni, ma noi ci siamo sempre opposti. Le altre aggregazioni non si fanno proprio per queste intrusioni”.


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