facebook twitter rss

Serena Dandini protagonista in piazza Matteotti: alla scoperta di Parigi

PORTO SAN GIORGIO - Nel 2016 la sua penna delinea un'altra visione sul viaggio, quello verso una città che la Dandini ama intensamente, ovvero Parigi: Avremo sempre Parigi-Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico, che l'autrice viene a presentare proprio a Non a Voce Sola
Print Friendly, PDF & Email

La rassegna Non a Voce Sola fa tappa a Porto San Giorgio sul filo della potenza. Questa sera, venerdì 28 luglio  alle ore 21.15, nella centrale Piazza Matteotti, il primo dei due appuntamenti con l’autrice e conduttrice televisiva, ora scrittrice, Serena Dandini. In una rassegna dedicata alla potenza del femminile intesa come forza generatrice e libertà, la libertà di seguire un desiderio che sia il proprio e non introiettato da una società ancora patriarcale, chi meglio di Serena Dandini poteva incarnare l’idea della potenza e della libertà?

Serena Dandini, romana, classe 1954, è famosa conduttrice ed autrice televisiva. Abbandonati gli studi di letteratura anglofona, comincia il suo cammino di autrice di programmi radio, per poi approdare a Rai 3, dove è autrice e conduttrice di programmi di successo, come La tv delle ragazze (1988), vero laboratorio di comicità al femminile dove riescono ad emergere al grande pubblico Sabina Guzzanti, Lella Costa e molte altre. Dopo diverse collaborazioni con varie reti televisive, scrive per Rai2, assieme a Corrado Guzzanti, L’ottavo nano (2000), show satirico innovativo che si approccia con furore alla politica, in particolare a quella berlusconiana, e diventa un caso televisivo. Nel 2004 conduce il suo primo talk show per Rai3, Parla con me, che si occupa di filosofia, cinema, musica, cultura e attualità. Poi la sua carriera vira verso la scrittura, e partorisce, sempre ossessionata dal viaggio, un primo volume dal titolo Dai diamanti non nasce niente – Storie di vita e giardini, che fa un piccolo giro del mondo tra piante, fiori e vivai. A questo primo esperimento letterario che connette il mondo vegetale alle sue esperienze ed dejavù personali, si dedica al tema del femminicidio, con il testo teatrale Ferite a Morte, che pure è un viaggio attraverso i tanti casi diversi di violenza, fisica e psicologica, al mondo femminile. Il successo della pièce fa si che il testo diventi un libro cult sul tema.

Nel 2016 la sua penna delinea un’altra visione sul viaggio, quello verso una città che la Dandini ama intensamente, ovvero Parigi: Avremo sempre Parigi-Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico, che l’autrice viene a presentare proprio a Non a Voce Sola.

E’ una alfabeticamente disordinata proposta di itinerari sulla scia di suggestioni letterarie, artistiche e filosofiche, che molto puntano a disorientare il lettore, e a condurlo verso percorsi e riflessioni sul significato di Parigi e dei suoi luoghi di culto (e non) nei secoli e nell’attualità. Ma, in particolare il libro è dedicato ai flaneur e alle flaneuse ottocenteschi, esploratori ed esploratrici urbane “che traevano il massimo del piacere e dell’ispirazione lasciandosi andare a lunghe passeggiate senza meta nel labirinto della città. In questo disordinato dizionario parigino, così come lo chiama l’autrice, la Dandini si trova a ricalcare i loro passi, annusando l’aria alla ricerca di qualcosa che desti stupore e meraviglia. Un libro che diventa la metafora del viaggio, il viaggio così come lo intendeva Marguerite Duras, quindi stupefazione, meraviglia, ascesi, incontro con il differente. E non sorprende la dedica a tutte le avventuriere che hanno infranto le regole dell’immobilità casalinga come Rosa Bonheur, Virginia Woolf, George Sand, Suzanne Valadon, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir. La dedica è per le flaneuse, il passeggiare è un arte che le donne hanno potuto esercitare molto più tardi degli uomini,ma in questo volume non mancano le presenze di illustri passeggiatori come Balzac, Baudelaire, Cocteau, Wilde, Hemingway, Queneau, Verne, Gaisbourg. Alcuni furono abili esploratori, altri ancora aleggiano in questa città immortale che come diceva Balzac:” Parigi è uno strumento che bisogna saper suonare”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti