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La Cattedrale ferita dal sisma alla vigilia della Cavalcata, sarà ‘fasciata’ da tiranti:
a novembre la riapertura

FERMO - Dietro un'apparente calma esterna, in realtà, all'interno i lavori procedono spediti per il recupero e la messa in sicurezza dell'edificio sacro. Don Robert: "Si stanno facendo le perforazioni dei pilastri per far passare i cavi metallici dei tiranti. Viene di fatto incatenata tutta la cattedrale: dai tempietti interni fino all'abside"
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di Paolo Paoletti

Fermo si prepara alla sua prima Cavalcata dell’Assunta senza Cattedrale. A seguito delle lesioni riportate dal terremoto dello scorso anno il simbolo religioso e civile della città di Fermo e della sua provincia è ancora inaccessibile al pubblico. Due le variazioni al cerimoniale. Tutti i momenti relativi al corteo del 14 agosto si svolgeranno sul sagrato del Girfalco, mentre la messa pontificale del 15 agosto si svolgerà invece alle 11.30 nella chiesa di San Domenico. 

Dietro un’apparente calma esterna, in realtà, all’interno i lavori procedono spediti per il recupero e la messa in sicurezza dell’edificio sacro. 

“Al momento i lavori sono fermi per le ferie – spiega don Robert Szymon Grzechnikpensiamo che la Cattedrale possa riaprire a novembre, le difficoltà tecniche da affrontare sono grandi. Non si possono usare ad esempio determinati macchinari all’interno dell’edificio quindi, per raggiungere i punti più alti, servono ponteggi e altre costruzioni che allungano il lavoro e le sue tempistiche”.

Il duomo sta venendo letteralmente avvolto da una serie di tiranti per garantirne la sicurezza e stabilità. “Si sta lavorando sulle arcate – prosegue don Robert – si stanno facendo le perforazioni dei pilastri per far passare i cavi metallici dei tiranti. Viene di fatto incatenata tutta la chiesa: dai tempietti interni fino all’abside“.

Un lavoro studiato nei singoli dettagli che vede in prima linea, oltre all’Arcidiocesi di Fermo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza di Ancona.

“Questi interventi ci permetteranno di  riaprire la chiesa”. Tiranti che, in alcuni punti della chiesa, saranno parzialmente visibili.  “Non si tratta di deturpare un aspetto architettonico ma di salvaguardarlo – aggiunge don Robert – per escludere  l’eventualità che ulteriori scosse di terremoto, un domani, possano danneggiarlo irreparabilmente.  Meglio vedere un tirante all’imposta degli archi che rischiare di non vedere più la Cattedrale”.

 

 

 


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