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Tra Irlanda e Italia, tra sassi e stelle: Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi protagonisti a Montegranaro (VIDEO INTERVISTA)

MONTEGRANARO - La mostra dei due giovani artisti maceratesi: "La cultura ignora i nostri artisti che vengono sempre più considerati all’ estero dove possiamo ritrovarli nelle maggiori gallerie d’ arte e musei, mentre qui si ritagliano spazi sempre più esclusivi e limitativi"
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di Loredano Zengarini

Il 26 e il 27 agosto si svolgerà presso la Galleria Philosofarte di Montegranaro in Corso Matteotti 7, la mostra “Come tomba di un sasso, come culla di una stella – Corrispondenze tra Italia e Irlanda” a cura di Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi.

La mostra gira intorno a diverse figure, il sasso e la stella orditi nel disegno del tappeto, e a due alfabeti, il Braille e l’Ogham. Si tratta del frutto di un viaggio di nove mesi in Irlanda e racchiuso in un film dal titolo:“Nell’insonnia di avere in sorte la luce” (i due curatori hanno presentato nel 2016 il loro primo lavoro “Ogni roveto un dio che arde” alla 52a edizione del Festival del Cinema di Pesaro). 

Evento espositivo che avvicina  figure a tracce poetiche italiane legate alla regione Marche. Lo stesso studio collettivo sarà riproposto il 2 febbraio al Trinity College di Dublino, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Italiani. La mostra include materiali di: Andrea Balietti, Bianca Battilocchi, Maurizio Boldrini, Ivana Bora, Giuditta Chiaraluce, Silvio Craia, Ivo Consalvi, Vincenzo Consalvi, Corrado Costa, Simone Doria, Franco Ferrara, Osvaldo Licini, Elisabetta Moriconi, Magdalo Mussio, Giovanni Prosperi, Mariano Prosperi, Nazzareno Rocchetti, Stefano Scodanibbio, Emilio Villa, Aby Warburg. Sarà liberamente visitabile presso le sale di Philosfarte a Montegranaro.

Un evento che è collegato alla nuova produzione dei due artisti maceratesi che  vogliono portare alla ribalta altri giovani marchigiani o comunque artisti hanno avuto fra le loro esperienze un rapporto con la nostra regione. Come nel loro precedente lavoro, che ha vinto il premio ISPEC al Festival di Locarno 2016, dove il filo conduttore era il pellegrino che percorreva il cammino di Santiago (da una precedente esperienza di uno degli artisti),  anche questa volta la storia si intreccerà intorno ad un mago. Una mostra imperniata sulle pietre irlandesi intagliate con l’alfabeto Ogham trascrizione della lingua Celtica che era solo parlata, della stella, ovvero dell’ intuizione dei due artisti che scannerizzando il linguaggio Braille notavano come ogni singolo punto diventasse una stella, ed in infine del tappetto con le connessioni tra Warburg, Vincenzo Consalvi e i serpenti. La colonna musicale del film è affidata sempre a Vincenzo Scodanibbio come per il precedente lavoro.

Altra figura ricorrente l’ attrice Valentina Iauducci che è tornata a lavorare con i due artisti anche in questa nuova produzione che sarà presentata a Dublino al Trinity College il 2 febbraio prossimo.

Una storia di ‘cervelli’ che devono migrare all’estero per avere strumenti e aiuti per poter fare il loro lavoro e per questo i due artisti sono alquanto polemici:“Prendiamo ad esempio Emilio Villa a Macerata dove ha vissuto e studiato e  non viene considerato dalle nostre università che hanno rifiutato il lavoro della ricercatrice Bianca Battilocchi, mentre a Dublino al Trinity College ha ottenuto l’ attenzione che cercava”. Rincarano la dose poi: “A Macerata la cultura ignora i nostri artisti che vengono sempre più considerati all’ estero dove possiamo ritrovarli nelle maggiori gallerie d’ arte e musei, mentre qui si ritagliano spazi sempre più esclusivi e limitativi. Noi stessi che oramai viviamo a Dublino abbiamo più collegamenti di chi lavora sul territorio”


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